Calcio Redentore: Ferrarato firma la vittoria di misura con il Montagnana

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Una zampata del bomber Enrico Ferrarato a sette minuti dal termine permette al Redentore di acchiappare la vittoria e guadagnare l’accesso all’ultimo decisivo spareggio contro la Santangiolese, vincitrice ai rigori sul Pellestrina. L’undici di partenza vede in porta Alberti; la linea difensiva a 4 è composta da Lazzara, Alessandro Costantini, Buson e Lissandrin; centrocampo a 3 con Cornacchione, Albertin e Bisello; le 3 punte sono Ferrarato, Carlo Costantini e Belluco. La partita del Patronato Redentore è condizionata fin dall’avvio dalla paura di perdere provata dai giocatori di entrambe le squadre, anche se la prima frazione è vinta ai punti dagli uomini di mister Battistella, con due occasioni importanti non concretizzate da Carlo Costantini e da Enrico Ferrarato. Nella ripresa il Redentore arretra il proprio baricentro, favorendo gli ospiti che vanno vicini per 2 volte al vantaggio. Nella solita girandola di cambi entrano l’esperto Costanzo e i giovani Marini e Izejroski ed escono Bisello, Belluco e Carlo Costantini. Il Montagnana cede solo all’83esimo, grazie al tocco sotto misura di Ferrarato sugli sviluppi di un corner: l’1-0 finale spedisce i montagnanesi in Terza Categoria e concede agli atestini un’ultima chance di salvezza, contro la Santangiolese, domenica 9 giugno, alle 17.00, sempre in Patronato. In caso di un pareggio al termine dei 90 minuti regolamentari, supplementari ed eventuali. Da segnalare la bella dedica dei compagni di squadra all’infortunato Mattia “Ciso” Longo: per tutta la durata del match ai ragazzi in panchina ha fatto compagnia una maglietta firmata dal difensore biancorosso, con la scritta “Redentore Calcio: nella buona sorte e nelle avversità, nelle gioie e nelle difficoltà, se tu ci sarai, io ci sarò”, citazione di una canzone degli 883. Inoltre, il collega di reparto Alessandro Costantini ha giocato la partita con i parastinchi dell’amico infortunato: un bel segnale di ritrovata unione all’interno dello spogliatoio del Redentore.

Giacomo Visentin