Calcio Este, Emiliano Bonazzoli: "All'Este come in famiglia. Ho avuto grandi allenatori, ma per me il più completo è…"

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Foto: www.calcioweb.eu
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Emiliano Bonazzoli è approdato quest’anno all’Este dopo aver calcato i migliori palcoscenici della serie A con oltre 250 partite giocate nella massima serie. Ricordiamo Sampdoria, Reggina, Fiorentina, Verona e una presenza in Nazionale.
Domenica 7 settembre, al termine della prima di campionato vinta dall’Este con il risultato di 1-0 contro il Jolly Montemurlo incontriamo Emiliano Bonazzoli al Bar dei Giardini, ritrovo abituale dei giocatori della squadra. Si inizia parlando della partita appena terminata e gli viene chiesto se è soddisfatto della sua personale prestazione, schernendosi non dichiara nulla di sè, ma si dice molto contento del risultato della squadra. Scherzando dice anche di essere molto stanco, segno dell’età che avanza, ma è solo una sua opinione, perchè ascoltando i pareri dei presenti si percepisce una generale soddisfazione nei confronti di questo nuovo attaccante che ha tenuto i 90 minuti andando quando serviva ad aiutare la difesa, specie sui calci d’angolo, pressando i difensori avversari; la presunta “vecchiaia”, annunciata da Bonazzoli quindi, non si è vista. Finiti i convenevoli, diamo inizio all’intervista:
“Quali sono state le prime impressioni dell’ambiente atestino, abituato come sei ai grandi club?”
“Un’impressione molto positiva. L’atmosfera all’interno della squadra è distesa e informale. Con l’allenatore, il vice-presidente e il presidente stesso si è creata fin dai primi momenti empatia. La loro accoglienza è stata subito di tipo familiare infatti ci hanno invitati a chiamarli per nome, tralasciando i formalismi che ci si potrebbero aspettare.”
“Cosa pensi della squadra?”
“La squadra ha ottime potenzialità, ed è stata assemblata con grande coesione da parte del mister e della dirigenza. Ho notato una grande partecipazione nelle scelte dei giocatori per questo progetto calcistico.”
“Tra i giovani vedi qualche giocatore con buone prospettive?”
“La squadra è composta soprattutto da giovani, che hanno ottime potenzialità, ma che devono lavorare perchè molti di loro escono dai settori giovanili. Il campionato che ci aspetta è un campionato vero, speriamo di riuscire a sfruttare al massimo le loro qualità.”
“Com’è stata l’esperienza con la Honvéd (la sua ultima squadra di appartenenza, in Ungheria, ndr)?”
“A fasi alterne; inizialmente ho avuto un’impressione positiva, in un secondo momento invece per varie ragioni la mia opinione è andata peggiorando.”
“Tra i giocatori professionisti con quali hai stretto maggiormente amicizia e con quali altri hai avuto maggiore intesa sul campo?”
“Sicuramente ho stretto un grande rapporto di amicizia con l’attaccante Francesco Flachi, con cui ho giocato nella Sampdoria e con cui ho condiviso gli anni migliori della serie A. Un altro grande amico con cui mi sento spesso è Francesco Acerbi, difensore del Sassuolo, oltre ad essere un grande giocatore è anche un bravo ragazzo. Con alcune persone si riesce ad andare oltre il semplice rapporto del gioco e ad instaurare rapporti umani veri.”
“Con quale club ti sei trovato meglio?”
“Mi sono trovato davvero bene nel Padova. Non sono rimasto molto, appena sei mesi, ma l’ambiente patavino è stato davvero positivo; il tifo, la città, la gente sono stati i migliori che ho avuto la fortuna di incontrare.”
“Hai avuto allenatori di grande calibro: Mazzarri, Prandelli… In un eventuale futuro da allenatore da chi prenderesti maggiore spunto?”
“Ho conosciuto e ho apprezzato molto Gianluca Atzori, che mi ha allenato nella Reggina. L’ho apprezzato perchè oltre ad essere un ottimo mister è un grande motivatore, un grande uomo; impostava il gioco del calcio sulle regole, non solo del giocatore, ma soprattutto dell’uomo.”
Vorrei ringraziare Emiliano Bonazzoli per l’intervista concessami, mi auguro di poter ripetere l’esperienza alla conclusione del campionato.
Lucrezia Guzzon