Brugine, la Combat Academy sbanca ai mondiali MMA

666
(Fonte foto: combat academy)
(Fonte foto: combat academy)

«Vogliamo ringraziare questi ragazzi che, ancora una volta, sono un esempio di maturità, forza, tenacia per tutti noi: con le loro vittorie hanno portato in alto il nome del nostro Paese e di Brugine nel mondo. Come Amministrazione non potremmo esserne più fieri». Ecco come il Comune di Brugine accoglie i ragazzi della Combat Academy.

Cinque ori, un argento e un bronzo: la Combat Academy torna dai Campionati Mondiali MMA (Arti Marziali Miste) con un ricco bottino. I baby campioni di Simone Palazzin, dal 18 al 22 novembre, sono partiti alla volta di Chisinau, Moldavia, con la Squadra Nazionale FIKBMS per onorare al meglio il tricolore e ci sono riusciti conquistando il gradino più alto del podio nelle diverse discipline MMA Light. Non poche le difficoltà affrontate nella spedizione moldava: «In Moldavia il clima è stato difficile e pesante, soprattutto per Nicola e Denis che sono i più piccoli. Poi si sa, prima degli incontri salgono adrenalina e agitazione che culminano con l’esplosione della vittoria» ci racconta il maestro e fondatore dell’ASD Combat Academy di Brugine Simone Palazzin. Dietro ogni grande vittoria c’è sempre un immenso impegno: «Il lavoro dietro a ogni combattimento è davvero tanto, tutti i ragazzi si allenano dalle quattro alle cinque volte alla settimana e intorno alle due ore e mezza ad allenamento. Inoltre la disciplina è difficile, bisogna saper lavorare in diverse arti marziali». L’avventura di Chisinau è stata un primo vero banco di prova anche per i più piccoli allievi del maestro Palazzin: «Sono giovani, però hanno carattere: si vede chi prova una vera passione e chi meno. E quelli in nazionale sono tutti appassionatissimi. Per Giulia Chinello, che combatte in gabbia a livello professionale ed è in nazionale da 5 anni, ci sarà sicuramente futuro. Per gli altri, se continuano con questa marcia, anche. Spero che l’Italia cominci a finanziare questa disciplina perché ci sono bambini che, oltre ad avere una grande passione, possiedono un grande talento».

Senza ombra di dubbio l’esperienza internazionale costituirà un importante trampolino di lancio nel nostro territorio per un’arte non ancora troppo conosciuta: «E’ da pochi anni che questa disciplina ha preso piede nel territorio piovese, il problema è praticarla e sostenere i ritmi serrati. Non è semplice trovare un riscontro: si conosce ma non è una realtà facile. Mi auguro che si diffonda ulteriormente, ai bimbi piace perché hanno modo di sfogarsi, divertirsi, non si annoiano e vengono formati. In primis mentalmente”.

Salva Articolo

Lascia un commento