Basket, L’Argine condanna il Redentore: è retrocessione

Cala il sipario sulla travagliata stagione atestina: la squadra di Baù cede ai vicentini anche in gara 2 e retrocede in Promozione

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ESTE. Il Redentore cade anche in gara 2 e dice addio alle ultime speranze di salvezza. Contro L’Argine, dopo il pesante ko subìto nella prima sfida della serie a Vicenza, la squadra di coach Baù non è riuscita a reagire, perdendo 44-55 davanti al proprio pubblico. Partita non bella, che gli ospiti hanno comunque sempre tenuto sotto controllo senza particolari problemi. I biancorossi, come spesso accaduto, sono apparsi volenterosi ma poco brillanti, e in attacco si sono aggrappati al solo Zhou: il samurai atestino è stato l’ultimo ad arrendersi, mettendo a referto 17 punti con 6/10 dal campo. Per il resto molte ombre e poche luci, mentre con il passare dei minuti calava inesorabilmente il sipario su una stagione travagliata, quantomai avara di soddisfazioni. Ianno e compagni, pur essendo stati sfortunati in alcune occasioni e penalizzati da parecchi infortuni, non hanno mai dato la sensazione di aver trovato la giusta quadratura. L’Este a questo punto potrebbe ancora sperare nel ripescaggio estivo ma prima, onde evitare di vivere un nuovo anno di calvario, dovranno necessariamente essere fatte diverse valutazioni di carattere tecnico.

La gara. Il Redentore parte meglio degli ospiti e chiude il primo quarto avanti 13-5. Potrebbero essere le premesse per costruire un risultato importante e andare a gara 3, ma non è così: gli atestini nella seconda frazione subiscono un controparziale di 8-28, sprofondando sul -12 all’intervallo (21-33). Nella ripresa segnali confortanti non ce ne sono: pur senza strafare, L’Argine gestisce agevolmente, complice anche un attacco biancorosso troppo statico e privo di idee. Nel quarto periodo Zhou prova a suonare la carica con una tripla d’autore, ma non basta. I vicentini sbancano 44-55 l’Itis Euganeo e guadagnano la salvezza, l’Este saluta la serie D. Coach Baù e capitan Ianno seduti a testa bassa in panchina dopo la sirena sono la fotografia di una partita e di una stagione dal finale amarissimo.

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