Bronzo al mondiale per gli azzurri sulla pista di Hong Kong

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Un terzo posto soddisfacente quello raggiunto dal quartetto azzurro ai Campionati Mondiali su pista disputati ad Hong Kong. Il gruppo – composto da Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Liam Bertazzo – lo scorso 13 aprile nell’inseguimento a squadre ha scacciato dal podio i pistard della Gran Bretagna totalizzando 3’56″935 contro i 3’58″566 inglesi. Ci racconta l’emozione di conquistare questa medaglia il tribanese Liam Bertazzo, membro del gruppo diretto dal CT Marco Villa e pistard della Wilier Triestina, che da anni disputa gare internazionali e ad agosto è volato alle olimpiadi di Rio.

Memore dell’esperienza alle olimpiadi di Rio 2016 come hai vissuto questa vittoria?

La partecipazione alle olimpiadi in Brasile è stata inaspettata e mi ha dato la grinta necessaria a ripartire ancor più determinato. Il risultato ottenuto in Cina, invece, è servito a dimostrare che in questi due anni abbiamo lavorato sodo e che un quartetto che raggiunge il terzo posto a un mondiale saprà farsi valere anche alle olimpiadi di Tokio 2020. Lavorare in prospettiva di una competizione olimpica è impegnativo ma porta grandi soddisfazioni. Gli obiettivi che mi sono posto sono ambiziosi ma ho anche la consapevolezza che basta una caduta per rovinarsi una carriera.

Il terzo posto nell’inseguimento a squadre è stato un risultato atteso? Che emozione hai provato?

L’emozione è stata forte perchè era da 19 anni che in questa specialità l’Italia mancava dai podi mondiali pertanto non ci aspettavamo un risultato simile. Abbiamo rischiato la finale per il primo posto e siamo giunti a disputare quella per il terzo contro la Gran Bretagna che, avendo schierato atleti vincenti alle olimpiadi di Londra e di Rio, non era una squadra composta da gente qualunque.

Dicono che nell’anno post olimpico le squadre rallentano e compiono un ricambio degli atleti, è stato così anche ad Hong Kong?

No, l’Australia ha sfiorato il record del mondo per sette decimi di conseguenza il livello era ancora abbastanza alto. Ciò nonostante abbiamo dimostrato che, anche quando le nazioni più forti sono presenti, sappiamo farci valere. Il biennio olimpico inizia nel 2019 ma essendo un quartetto giovane – composto da un 21enne, due 23enni e due 25enni – abbiamo voluto dimostrare di essere una squadra sulla quale si può investire in termini di tempo e di denaro.

Una carriera sportiva fatta di corse su strada e su pista. Quale preferisci?

Son cresciuto sulla pista e non la metterò mai da parte. La pista e la strada sono attività che richiedono tipi di sforzo differenti: sulla prima ci stai 50 minuti ed è necessario un fisico più muscoloso, sulla seconda si corre per 5 o 6 ore e anche il fisico si asciuga per essere più scattante in salita.

Quali sono i prossimi obiettivi?

Ora ci concentreremo sulla strada in vista del Giro d’Italia in quanto è un ottimo appuntamento per dimostrare che la squadra è piccola ma pronta e combattiva mentre a ottobre ci attendono i campionati europei di Berlino.

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