ALTRI SPORT – Cheerleading, viaggio in un mondo tutto da scoprire

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247770_10151189448939648_2029298851_nSe dico Cheerleading a cosa pensate? No tranquilli, non è una brutta parola. E’ il nome di uno degli sport più praticati degli Stati Uniti, sbarcato recentemente in Italia e anche nella nostra cittadina. Spinti dalla curiosità, per capire davvero di cosa si tratta, siamo andati a curiosare e abbiamo intervistato la pioniera del Cheerleading atestino: la vulcanica Alice Rampin.

 Ciao Alice, ci spieghi in poche parole cos’è il Cheerleading?

– E’ uno sport di squadra, mi piace definirlo “di contatto collaborativo”, dove si compongono coreografie mixando elementi di acrobatica, ginnastica e dance con elementi propri della disciplina, il tutto eseguito con una tecnica specifica che lo rende veloce, spettacolare e coinvolgente.

Come è nata la tua passione per questo sport?

– E’ nata 7 anni fa, quando per caso mi sono imbattuta in un film adolescenziale americano che tratta di questo mondo: “Bring It On”.

C’è a Este un’associazione di Cheerleading?

– Nel settembre 2011 ho costituito insieme ad alcuni amici l’ASD Cheer School Click, prima e unica associazione sportiva della provincia nata con lo scopo di far conoscere e promuovere questa pratica. Ad oggi contiamo oltre 20 tesserati. Ci alleniamo presso il Bellini Fitness, ma presto contiamo di sviluppare progetti nei vari paesi dei dintorni.

Tu che ruolo rivesti all’interno dell’associazione?

– Io sono presidente e coach, in pratica alleno e sono un po’ una tuttofare. Poi ci sono molte altre persone che mi danno una mano.

526742_10150947267074648_220851166_nCome funzionano i vostri allenamenti?

– Un nostro allenamento si compone di riscaldamento con abbondante stretching e potenziamento. Poi si provano le tecniche di base, in genere buona parte è dedicata a sollevamenti, lanci e piramidi. Ci alleniamo due ore a settimana che, rispetto a quanto si deve imparare, sono davvero poche. Con la bella stagione aggiungeremo altre ore facoltative, noi non ci fermiamo nemmeno d’estate… fosse per me farei 3-4 allenamenti settimanali.

E’ uno sport impegnativo?

– Molto. Richiede forza, flessibilità e tecnica, ma non coinvolge solo il fisico. E’ di fondamentale importanza rimanere molto concentrati perché c’è in gioco la sicurezza dei compagni di squadra.

Quali sono  le esperienze che ti sono rimaste impresse?

– Fino ad ora abbiamo partecipato a diversi progetti, tra cui la terza edizione della Millenium Cup (campionato internazionale di cheerleading di Trieste, ndr) e al cheer camp internazionale, dove abbiamo perfezionato le alzate con istruttori stranieri preparatissimi. Poi ovviamente da tre anni a questa parte sto andando nelle scuole medie e superiori per fare attività di promozione. L’ultimo progetto è stato proprio alle scuole medie cittadine e ha visto coinvolte una ventina di classi, per un totale di circa 400 alunni, tra Carducci, Zanchi e sezione di Baone.

Com’è stato recepito il Cheerleading dagli studenti?

– Generalmente in maniera positiva e questo mi ha fatto davvero piacere. Le soddisfazioni più grandi arrivano quando convinco gli scettici! Sono in molti a cadere vittime degli stereotipi dei film, a credere che il Cheerleading sia roba da femminucce e consista in un’attività di pom pon svolazzanti. Invece quando mostro cos’è con l’aiuto di filmati dei campionati del mondo e rimangono tutti a bocca aperta.

Quali sono i valori di questo sport?

Essere cheerleader implica diventare un modello di comportamento per tutti, affrontare le difficoltà della vita con il sorriso, portare l’entusiasmo per affrontare qualsiasi sfida. Diventi “leader” nel vero senso della parola, cioè ti poni come punto di riferimento.

420544_10150673733689648_719876020_nIn Italia, il Paese del calcio, come viene visto?

– Da noi è uno degli sport emergenti in maggiore crescita. Abbiamo diverse competizioni a carattere internazionale che si svolgono proprio qui da noi, dove i più bravi possono anche staccare il pass per Europei e Mondiali. La strada intrapresa è quella giusta: saremo sempre di più, ne sono convinta.

E’ uno sport esclusivamente femminile o anche maschile?

– Il Cheerleading nacque sul finire dell’800 in America, dove alcuni gruppi di giovani iniziarono a fare il tifo per incoraggiare le squadre di football e coinvolgere gli spettatori, da qui il nome che potremmo tradurre con “guidare il tifo”. All’inizio di ragazze non ce n’era l’ombra, le prime squadre erano solo maschili. Ad oggi le percentuali si sono rovesciate e i praticanti maschili sono solo un 10% del totale. Per il momento la mia squadra è composta solo di ragazze ma se arrivasse qualche ragazzo sarebbe ben accetto. Anche in Italia cominciano ad aumentare il numero di cheerleader maschi.

Cosa diresti per convincere qualcuno a provarlo?

– Evidenzierei il suo carattere universale: è davvero per tutti. A differenza di altri sport dove sono richieste particolari caratteristiche fisiche, qui qualsiasi corporatura va bene, perché i ruoli all’interno della coreografia sono tanti ed è impossibile non trovare quello che fa per te. Si può iniziare a qualsiasi età, certo non si diventa campioni del mondo, ma si impara a superare i propri limiti ottenendo risultati che non si potevano immaginare. Poi una squadra di Cheerleading è come una seconda famiglia perché il legame tra persone che hanno tra le mani la sicurezza reciproca è qualcosa di unico.

Dove vi potremo vedere all’opera? Avete in programma qualcosa per i prossimi mesi?

– Parteciperemo alla 4° edizione della Millenium Cup, il 16 marzo a Trieste. Poi organizzeremo altre gare ed esibizioni anche in città da qui a fine anno, ma saranno tutte sorprese. Nel frattempo sarà presto on-line il nostro sito web www.cheerschoolclick.it (non è ancora attivo, ndr), la pagina facebook Cheer School Click non ci basta più perché abbiamo troppe cose da raccontare!

Un’ultimissima ma fondamentale domanda: leggi il nostro magazine? Cosa ne pensi?

Certo che leggo Estensione! Mi è sembrata una bella idea fin dall’inizio, un buon mezzo per raccontare la città sfruttando la tecnologia e la bravura degli inviati emergenti. Io adoro Este. Poi ogni progetto gestito da ragazzi giovani mi vede sempre tifosa sfegatata, sono convinta che se lo porterete avanti avrà un successo sempre maggiore!

A cura di Davide Permunian