A tu per tu con Andrea Caiaffa, giovane speranza dell’atletica padovana

0
170

1506550_741458225867117_1489242673_nE’ nato e cresciuto a Monselice Andrea Caiaffa, uno dei più promettenti talenti dell’atletica nazionale. Lanciatore, classe 1995, Andrea è ormai stabilmente membro delle spedizioni giovanili azzurre. Noi l’abbiamo incontrato proprio alla vigilia del suo esordio stagionale all’aperto, fresco del contratto firmato con il gruppo sportivo Fiamme Oro di Padova, che lo introduce a tutti gli effetti nel mondo del professionismo.

– Ciao Andrea, raccontaci com’è nata la passione per l’atletica, e soprattutto per delle discipline, come quelle dei lanci, non così diffuse in Italia…

La mia passione è nata a scuola. Il mio professore di educazione fisica delle medie, dopo avermi visto lanciare il peso ai giochi studenteschi mi ha consigliato di andare al campo di Monselice perché sapeva che da poco c’era un gruppo che faceva atletica. Da lì, sotto l’esperta guida di Gianluca Cusin, le ore di allenamento, quasi per gioco, si son trasformate in risultati importanti, fino al terzo posto ai campionati italiani cadetti del 2009 nel lancio del disco che mi è valso la convocazione con la nazionale italiana: un sogno ”

– Dopo la breve pausa natalizia hai ripreso subito ad incrementare la mole di allenamento. Che gare stai preparando ora?

“Le gare più importanti in calendario, per le quali mi sto preparando duramente, sono i campionati italiani di fine febbraio e di metà giugno; poi l’appuntamento clou, a Luglio, con i mondiali juniores a Eugene negli Stati Uniti.”

– A proposito di grandi appuntamenti, la tua carriera si è sviluppata nel giro di pochissimi anni, una serie di risultati e soddisfazioni davvero importanti in un breve periodo. Quali sono i momenti più belli che ti porti dentro?

“Sicuramente la gara più importante è stata a settembre del 2012 quando in un solo giorno ho vinto sia il titolo italiano allievi nel lancio del disco che nel getto del peso; poi indubbiamente i vari record regionali raggiunti, e come non dimenticare l’emozione di indossare la maglia azzurra“.

– Considerando che a livello nazionale sono in pochi a tenerti testa sia sulla pedana del peso, che su quella del disco, l’asticella si sposta più in alto, nel prossimo futuro si aprono prospetti importanti, anche a livello nazionale, quali sono i tuoi obiettivi ?

“Nell’immediato sicuramente partecipare ai campionati mondiali di luglio, andare in finale, magari superando le mie misure ! Poi, col passare degli anni,sarebbe importante riuscire a confermarmi ad alti livelli anche tra i senior.. il sogno sono senza dubbio le olimpiadi!

– Per farlo servono ovviamente la costanza nel lavoro e il sostegno dell’intero movimento, di strutture e risorse adeguate anche solo per mantenere un regime di allenamento degno delle altre Federazioni. Che periodo sta vivendo l’atletica padovana e italiana in generale ?

“L’atletica italiana ha delle punte molto importanti ma nel complesso non ha un gran numero di atleti che competono ad alti livelli e che potrebbero vincere medaglie importanti. E del resto le risorse son quelle che sono, e le difficoltà sono molteplici, a partire dalle strutture, vedi Monselice e la relativa pista! Piste al coperto o palestra dedicate all’atletica c’è ne sono ben poche. E’ uno sport considerato “minore”, quindi soffre ancor di più di altri il momento di crisi generale; nonostante questo è uno sport che ha sempre fruttato risultati importanti anche nel nostro territorio, e che quindi dovrebbe godere della giusta attenzione. Se poi parliamo di visibilità sicuramente un risultato eccellente nell’atletica non viene neanche menzionato nei Tg sportivi o dai media locali e viene offuscato da partitelle di calcio dilettanti… Questo è abbastanza scandaloso.”

– Anche alla luce di tali difficoltà la passione che spinge a continuare ad allenarsi duramente dev’essere enorme: non dev’essere facile la vita dell’atleta professionista per un ragazzo di appena diciott’anni. Sacrifici e rinunce saranno all’ordine del giorno, come fai a conciliare l’impegno sportivo con la scuola e le altre abitudini dei ragazzi della tua età?

“Se come me fai lo sport per lavoro il modo di conciliare tutto devi trovarlo! Io studio nei ritagli di tempo tra il pranzo e l’allenamento e tra l’allenamento e la cena, certo è stressante ma con una buona dose di motivazioni ce la si fa! E’ vero, si deve rinunciare spesso alle cose più normali, come una festa, l’uscire sempre la sera, ma il tutto viene compensato da emozioni e soddisfazioni indescrivibili.

– Ci accolleremo quindi volentieri l’onore di aver dato spazio, noi di Estensione, a un giovane del nostro territorio dalle tali prospettive. Da parte mia e della redazione un grosso in bocca al lupo per le prossime manifestazioni, per concludere ti chiedo di lanciare un messaggio ai ragazzini che vogliono avvicinarsi al mondo dell’atletica, o che già vedono in te un esempio da seguire per raggiungere grandi risultati.

“L’atletica è l’unico sport nel quale metti in gioco solo te stesso e puoi contare solo sulle tue forze. Nessuno ti aiuto quando stai per lanciare, saltare, correre. Se veramente volete superare i vostri limiti questo e lo sport che fa per voi, in qualsiasi disciplina, e credo che non ci sia niente di più bello di vedere i propri miglioramenti.”

Luca Bernardini