“Pizzeria con orto”, l’idea di un giovane pizza chef

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Atmosfera accogliente, ambiente cordiale e ricercatamente semplice. Eccolo il nuovo “Gigi Pipa” di Este, rinnovato non solo nell’arredo ma anche nello spirito, grazie alla determinazione e alla dedizione di Alberto Morello, giovane atestino che ha deciso di intraprendere una sfida, quella di unire tradizione e innovazione, solo all’apparenza due termini antitetici perché, per soddisfare le crescenti esigenze di diversificazione, qualità e sostenibilità da parte dei consumatori, è necessario guardare oltre per scoprire che in realtà la passione è l’elemento catalizzatore che li rende perfettamente complementari, grazie anche a un pizzico di originalità.

Ogni pizza è uno scrigno di gustosità da scoprire, l’avida curiosità di carpire ogni sapore del prodotto semplicemente immaginandolo dai profumi e dalla vista, si contrappone alla delicatezza della sua composizione, ed è nel tenero scrocchio di ogni trancio che si può cogliere l’unicità di queste pietanze, frutto della fantasia del pizza-chef, che abilmente combina onnipresenti ingredienti di rinomata qualità, come farina Petra di Molino Quaglia, macinata a pietra come un tempo, e ingredienti che la stagione offre e scandisce nell’orto appena adiacente il Gigi Pipa, dove Alberto coltiva e cura con minuzia una moltitudine di ortaggi e verdure che poi ritroviamo adagiati sulle fragranti guarniture delle pizze, fresche e genuine.

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(L’orto adiacente il Gigi Pipa, dal quale Alberto coglie gli ortaggi per guarnire le proprie pietanze)
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(“L’orto d’autunno” con fontina, zucca al forno, cappuccio viola, cavolfiore)

Tutte le pizze vengono lavorate e amalgamate utilizzando lievito madre, ingrediente essenziale per chi ricerca i sapori tradizionali, che in ogni morso si possono scoprire e gustare, grazie all’impegno e alla costante ricerca qualitativa che i pizzaioli infondono nell’impasto, nella cottura, nella farcitura. Le pizze, in ogni loro variante, sono state accompagnate da birre artigianali, che completano con armonia ogni singolo morso, un sorso dopo l’altro.

Infine non è mancato il dolce, morbido panettone in due varianti, classica e con scaglie di cioccolato, con la possibilità di accostare crema pasticcera e diverse marmellate, il tutto accanto a un grande vassoio ricoperto di croccanti biscotti affogati in crema di cioccolato.

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(“Mortadella imbottita” con stracchino, pistacchio di Bronte, insalata)

Una piacevole sorpresa dunque all’ombra del Castello Carrarese, simbolo della città di Este (PD), cornice suggestiva e di fascino, un luogo in cui si respira la cultura per il cibo e la farina diventa veramente un’arte, accessibile a tutti e adatto per qualsiasi evento, da una cena romantica a un incontro tra amici, un tripudio di gustosità che fa perno sulla volontà e sulla convinzione delle idee di Alberto, una realtà che pone le basi di una valorizzazione gastronomica e territoriale, che sfrutta in modo sinergico la naturale bellezza del territorio e la propria vocazione turistica, con la fama di un prodotto conosciuto in tutto il mondo ma qui reso ancora più speciale dall’originalità e dalla forza delle idee.

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(Il dolce di casa Morello dopo la degustazione)

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