Gli italiani sognano ancora il posto in banca?

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Una notizia che potrebbe destare un certo scalpore in quanto andrebbe parzialmente in controtendenza con quanto si è detto e scritto negli ultimi mesi. Ormai non si muove una foglia se prima non passa dalla rete, questo appare abbastanza chiaro ed acquisito. Ciò è andato a riguardare anche il mondo del lavoro, che è stato letteralmente delocalizzato sul web dando vita a nuove professioni e opportunità sempre con la matrice multimediale in comune. Quindi addio ai lavori tradizionali, almeno così si è sempre detto negli ultimi anni, per tentare la scalata a figure professionali incentrate intorno all’uso della tecnologia internet.

Ebbene ciò potrebbe non essere del tutto vero o forse si sta parlando di una tendenza effettivamente riscontrata, ma che negli ultimi mesi ha registrato una marcia indietro. A sancire il tutto è Linkedin, fonte autorevole, il social network professionale dedicato al mondo del lavoro. Secondo quanto registrato nel 2017 da utenti che utilizzano il contenitore per creare rapporti professionali, in prima posizione tra gli annunci di lavoro che hanno ricevuto il maggior numero di candidature su Linkedin ci sarebbero proprio offerte che riguardano il posto in banca. Chi l’avrebbe mai detto: parlando di rete si poteva pensare ad altro. Magari ad offerte di lavoro legate al blogging, al web marketing, alla consulenza Seo. O a tutto ciò che è stato assimilato dalla rete, si pensi anche agli investimenti sul web visto che gli italiani sognano proprio di diventare trader in rete per cercare di guadagnare investendo soldi online.

Niente di tutto questo: in base a quanto riportato da Linkedin con riferimento all’anno 2017 gli italiani avrebbero messo in secondo piano ogni velleità di guadagnare su internet per tornare a cavalcare un cliché tradizionale, un vecchio cavallo di battaglia che è sempre simbolo di sicurezza, di accontentarsi, di avere una sponda certa: il posto in banca. Ovviamente quanto fin qui descritto rappresenta un piccolo spaccato lavorativo, non ha certa la pretesa di andare a dipingere il quadro di un paese intero; si fa riferimento a Linkedin, che da tempo convoglia domanda ed offerta in rete per il mercato del lavoro. Certo un testimone autorevole della condizione occupazionale, ma non portatore di verità assoluta.

Tuttavia è di grande interesse il fatto che proprio il contenitore virtuale più utilizzato in materia in quanto social dedicato al mondo del lavoro, venga utilizzato maggiormente per ricercare lavori non legati alla realtà multimediale, quindi attuale. Bensì a concezioni del passato. Non sarà sicuramente il primo segnale di un voler tornare indietro, a prima dell’avvento della rete; ma è comunque un dato sul quale riflettere.

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