Zaia, Tosi, Moretti: tutti a caccia del voto “moderato”

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(Fonte foto: vicenzatoday.it)
(Fonte foto: vicenzatoday.it)

Il 31 maggio 2015 si svolgeranno le Elezioni per il rinnovo della Giunta e del Consiglio regionale del Veneto. In corsa per la carica di “governatore” vi sono Luca Zaia, Lega Nord, attuale Presidente, Alessandra Moretti per il Partito Democratico, Jacopo Berti per il Movimento 5 Stelle, Alessio Morosin per Indipendenza Veneta e, dopo vari tentennamenti, è sceso in pista anche Flavio Tosi, l’attuale sindaco di Verona. L’analisi che faremo, non è incentrata sulle cause che hanno portato il Sindaco scaligero a candidarsi, bensì sugli effetti che questa candidatura potrebbe avere da un punto di vista politico, più che elettorale. Il panorama politico nazionale è mutato notevolmente nel giro di un paio d’anni: ma cosa c’entra questo dato con le elezioni regionali ? C’entra, e non poco.

Innanzitutto, per ovvi motivi, le decisioni dei leader di partito si riflettono inevitabilmente sui gruppi politici, relativi ai partiti, nei vari Consigli regionali. Il Veneto, più di ogni altra regione, vive proprio in questo momento gli effetti del mutamento politico e partitico italiano. Non solo per le imminente elezioni, ma soprattutto per la composizione politica della sua Giunta.

L’attuale Presidente della Regione, Luca Zaia, una figura di spicco della Lega Nord, guida la Giunta regionale dal 2010, dopo aver vinto le Elezioni guidando la coalizione di centrodestra (Lega Nord-Pdl). Dal 2013, pero’, il centrodestra, su scala nazionale, quindi parlamentare, non è più lo stesso: il Popolo della libertà, l’egemone partito di Silvio Berlusconi, si scioglie. Dalle sue ceneri nascono, o meglio rinascono, Forza Italia, che fa capo allo stesso Berlusconi e ai suoi fedelissimi, e il Nuovo Centrodestra, ovvero l’insieme di quelli esponenti dell’ex-Pdl che continuarono ad appoggiare prima il Governo Letta, poi il Governo Renzi. Forza Italia è ancora all‘opposizione, mentre l’Ncd sostiene ancora il governo. Matteo Salvini, nel frattempo, diventa il nuovo Segretario della Lega Nord, e mantiene il suo partito apertamente all’opposizione, considerando il Pd e l’Ncd avversari allo stesso modo, e mantenendo discreti rapporti con Forza Italia.

In Veneto cosa è successo? Il gruppo consiliare del Pdl si è diviso tra Forza Italia ed Ncd, e quest’ultimo, paradossalmente, è rimasto alleato della Lega sia in Giunta sia in Consiglio. Una situazione apparentemente stabile, si pensava. Ora, come sottolineavo prima, la situazione, come prevedibile, è in fase di cambiamento. Un cambiamento che avrà delle conseguenze imprevedibili. In questa fase si inserisce Flavio Tosi. Espulso dalla Lega Nord, decaduto da Segretario della Liga veneta, ora candidato alla guida della Regione. Tosi voleva decidere i nomi dei candidati da inserire nelle liste, Salvini e Zaia si sono opposti. Tosi prospettava una riconferma dell’alleanza con l’Ncd e l’Udc, nonché a tutte le forze centriste, Salvini si è nettamente opposto, affermando che con il partito di Alfano non farà mai alleanze.

Il punto cruciale di tutta la faccenda è il seguente: Tosi è convinto che il centrodestra può vincere solo se alleato delle forze popolari-centriste, e contesta in tronco la svolta a destra della Lega salviniana. Flavio Tosi ha già ricevuto l’appoggio di Ncd e Udc. Forza Italia, che si trova in una posizione “mediatrice”, ha deciso di mantenere l’alleanza con la Lega. Assai difficile è pensare ad una possibile alleanza Tosi-Moretti, visto il passato politico del primo, e visto il ferreo antagonismo che ha contraddistinto molti esponenti dei due schieramenti.

D’altronde, non c’è da sorprendersi e non è un caso che la Moretti, nella sua campagna elettorale, utilizzi assai poco il simbolo del Pd. Il Pd veneto è composto in prevalenza da esponenti provenienti dai Ds (i Democratici di Sinistra) partito politico che, nel Veneto “bianco”, a differenza della “rossa” Emilia, è sempre stato in netta minoranza. Alessandra Moretti punta al voto dei moderati-centristi, ed è normale che nei suoi intenti e nella forma di presentarsi ai veneti si sia spostata “verso il centro”.

Il voto “moderato”, ovvero l’elettorato di centro che ondeggia verso sinistra, a livello nazionale, ma che in Veneto ha sempre oscillato a destra. Quell’elettorato che ha sostenuto Zaia, nel 2010, prima Galan e prima ancora la Dc. Lo stesso Zaia farà di tutto per conservarlo, la stessa Moretti sta facendo di tutto per conquistarlo, e Tosi? La corsa di Tosi, rischia, per molti aspetti, di trovarsi di fronte ad un vicolo cieco.

Ma le vie della politica sono infinite. Il Veneto potrebbe diventare un piccolo laboratorio politico. Che vinca il migliore, o meglio, il più moderato.

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