mercoledì 1 Aprile 2020
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Voce Atestina – Consigliere Zaramella: "Vi spiego perché difendo la famiglia naturale"

Immagine: colouringbook.com

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Carlo Zaramella, atestino, 37 anni, impiegato, Capogruppo Lega Nord in Consiglio Comunale a Este. Ecco cosa c’ha rivelato davanti a un buon caffè.
Consigliere Zaramella, l’ultimo Consiglio Comunale è stato uno tra i più accesi. Vuole dirmi perché e magari esprimere il suo punto di vista?
Innanzitutto vorrei dire, molto sinceramente, che il comportamento delle opposizioni, e in particolar modo del mio gruppo, la Lega Nord, è stato corretto e rispettoso per tutta la seduta. Dispiace che dal pubblico vi siano state contestazioni, durante l’esposizione della mia mozione. Detto questo sono convinto che io e il mio gruppo abbiamo mantenuto, aldilà dei contenuti delle nostre proposte, un atteggiamento pacato e dialettico. A mio avviso non abbiamo fatto mancare la nostra attenzione ad altri importanti temi, il bilancio comunale per l’appunto, che sono di notevolissima importanza per i cittadini atestini.
Riguardo alla sua mozione sulla “difesa della famiglia naturale”, che cosa intende?
Il documento era mirato a sostenere l’istituzione della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. La mozione chiedeva al Consiglio di dichiarare la propria opposizione «a qualunque tentativo di introdurre nell’ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare la stessa struttura della famiglia naturale». Siamo stati accusati, da alcuni esponenti del pubblico, di omofobia. Vorrei cordialmente ricordare a coloro che ci definiscono “omofobi” che noi non agiamo contro la famiglia ma per la famiglia. Dire che si vuole tutelare, da un punto di vista etico e giuridico, la famiglia tradizionale composta da padre e madre non è omofobia. Il nostro è un sano, nel senso di vero, attaccamento ai valori tradizionali della nostra società. In una società nascono nuovi valori e di conseguenza nuovi diritti, ma nessun diritto ha, per l’appunto, il diritto di “negare” altri valori e diritti solo perché tradizionali e quindi considerati, erroneamente, retorici, vacui e omofobi. La mozione non è passata, ma ciò non toglie minimamente la nostra visione su questo importante tema.
Veniamo al tema del Bilancio e della Manovra fiscale. Su cosa si è principalmente discusso e che cosa è stato approvato?
La discussione ha riguardato molti punti: è stata confermata la Tasi al 2,5 per mille solamente alle prime case, con detrazioni di 50 euro a figlio per le famiglie che hanno 4 o più under 26 a carico e di 100 euro per i nuclei con disabili. È passato anche l’aumento dell’Imu dallo 0,76 allo 0,94 per edifici industriali e commerciali (fatta eccezione per cinema e teatri), terreni agricoli, negozi, capannoni industriali, fabbriche, centri commerciali e alberghi, mentre l’addizionale Irpef è rimasta allo 0,65 con una soglia di esenzione di 15 mila euro. Questo è il bilancio di previsione che è stato votato e approvato dal Consiglio. L’applicazione della Tasi ha sì tutelato alcune fasce, ma si è scaricata solo su una parte della cittadinanza. Così si tradisce la norma, secondo cui i servizi utilizzati da tutta la cittadinanza devono essere pagati da tutti. I limiti di stabilità non permettono un serio e concreto utilizzo dei fondi. Inoltre, è nelle intenzioni del Comune l’assunzione di un istruttore bibliotecario, quando si potrebbe facilmente affidare l’incarico ad un dipendente comunale del settore cultura.
Lei è sempre stato sensibile al tema dell’immigrazione. Mi dica il suo parere sui fatti recentemente avvenuti a Montagnana, un Comune non molto distante da Este.
Carlo Zaramella (Foto presa dal suo profilo Facebook)
Carlo Zaramella (Foto presa dal suo profilo Facebook)

Innanzitutto invito a non protestare con atti di violenza: la protesta deve sempre stare entro i confini della legalità. Non mi stupiscono le reazioni di alcuni cittadini di Montagnana. Lo ripeto: l’Italia sta decidendo di non governare questo fenomeno. Di fronte a persone che vengono ospitate in albergo, ci sono cittadini italiani che perdono lavoro, non riescono più a pagare i mutui, in molti casi hanno pure perso casa. Questi cittadini si sentono soli, addirittura vessati da uno Stato che impone il 65% di livello di tassazione. Chiedo: abbiamo la capacità economica e sociale per fare fronte a questa ondata migratoria, visto anche che l’Europa continua a lavarsene mani e piedi?
Grazie per il tempo che mi ha concesso, arrivederci e buon lavoro.
Grazie a lei.
Umberto Marsilio

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