Vighizzolo saluta l’Unione Megliadina

Il Consiglio comunale vota per l'uscita dall'ente. Il sindaco Vanni: «Vogliamo sentirci liberi in vista della fusione a quattro»

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VIGHIZZOLO. Dopo Ponso e Piacenza d’Adige anche Vighizzolo sceglie di lasciare l’Unione Megliadina. Giovedì sera infatti il Consiglio comunale ha votato all’unanimità l’uscita dall’ente. «Complessivamente ritengo che l’esperienza all’interno dell’Unione sia stata positiva ma ora, in vista della possibile fusione tra Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Santa Margherita d’Adige e Saletto, vogliamo sentirci liberi. La nostra è una decisione concordata con la stessa Unione» spiega il sindaco Andrea Vanni. Il recesso diventerà realtà dall’1 gennaio 2018: fino ad allora l’Amministrazione di Vighizzolo dovrà preoccuparsi di ricostruire la pianta organica del personale comunale, che ad oggi comprende un solo dipendente. Due rientreranno dalla Megliadina e ci potrebbe essere anche qualche assunzione. Inoltre, afferma Vanni, si valuterà se siglare convenzioni con alcuni Comuni, preferibilmente dell’Estense.

L’Unione Megliadina, nata nel 2001, era formata all’inizio da Megliadino San Vitale, Megliadino San Fidenzio, Santa Margherita e Saletto. Nel 2006 ecco l’addio di Saletto e gli ingressi di Ponso, Piacenza e Vighizzolo. Poi a fine 2016 il polemico abbandono di Ponso e ora quelli decisamente meno turbolenti di Piacenza e Vighizzolo. «Con questi due Comuni non c’è stata nessuna rottura: il recesso è frutto di una scelta condivisa e il dialogo con loro resta aperto, così come la possibilità di stipulare convenzioni su alcune funzioni» assicura Daniela Bordin, presidente della Megliadina. Con la possibile fusione a quattro alle porte (si dovrebbe andare a referendum entro fine anno), il futuro dell’Unione appare piuttosto precario.

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