Veneto, per i giovani non c’è futuro: in 130 mila non studiano né lavorano

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(Foto: catania.blogsicilia.it)
(Foto: catania.blogsicilia.it)

Il Veneto non è una regione per giovani. E’ la fotografia, drammatica e purtroppo inequivocabile, scattata da una ricerca di Datagiovani, gruppo di studio che dal 2010 si occupa di analizzare i problemi delle nuove generazioni in ambito lavorativo ed economico. La crisi colpisce duro anche nel nostro territorio, dove pure la situazione è meno grave rispetto ad altre realtà della penisola. E il futuro, per molti, si tramuta spesso in una non scelta obbligata.

I numeri descrivono uno scenario cambiato in modo impressionante nel giro di pochi anni. Lievitano i Neet, ragazzi e soprattutto ragazze di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano: sono 2,5 milioni in Italia e quasi 130 mila in Veneto, con un incremento del 66% rispetto al 2008. A Padova nello stesso arco temporale sono passati da poco meno di 11 mila a 20 mila, mentre nella provincia rappresentano il 15% del totale dei cittadini. Il dato più preoccupante è quello relativo ai Neet laureati, che fanno registrare un aumento del 140%. Il titolo di studio universitario, fino a qualche anno fa considerato una corsia preferenziale per accedere al mondo del lavoro, non sembra più essere in grado di garantire la certezza di un’occupazione.

Il trend regressivo ci fa viaggiare a ritroso nella storia fino ad arrivare all’Ancient Régime, il sistema politico e socio-economico precedente alla Rivoluzione Francese. Quando, cioè, tra i pochi collocati ai vertici e la massa ristagnante nei bassifondi della scala sociale si apriva una forbice immensa, un abnorme divario di ricchezza e potere che affondava le proprie radici in privilegi e tradizioni secolari. Oggi viviamo in un contesto in cui, anche in Italia, mentre ristrette élite incrementano patrimonio e influenza politica, una parte sempre più consistente della popolazione è esclusa dai diritti, dalla partecipazione e dalle opportunità che dovrebbero essere di tutti. I Neet rappresentano l’essenza stessa di questo dramma. Sono la generazione dei senza futuro, quelli che quando guardano davanti a sé non riescono a vedere nulla. Un grido d’allarme che le classi dirigenti regionali e nazionali non sembrano poter o voler cogliere davvero.

 

 

 

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