Una vergognosa settimana – Italian Outlook

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M5S-BOLDRINI: Mercoledì 29 gennaio alla Camera dei Deputati è stato convertito in legge il decreto Imu-Bankitalia (n.16), grazie all’utilizzo della “ghigliottina” (strumento con il quale i presidenti delle Camere pongono termine all’ostruzionismo su un decreto legge in scadenza di validità e fanno giungere direttamente alle votazioni) da parte della Boldrini. All’apertura delle votazioni i deputati del M5S (i fautori dell’ostruzionismo, contrari alla trattazione in un unico decreto di due complessi argomenti come Imu e Bankitalia) hanno abbandonato le loro posizioni per occupare le poltrone del governo. In pochi minuti l’aula parlamentare è stata invasa da zuffe, urla, cori e lanci di oggetti.
Nei giorni seguenti è continuato lo scontro fra il M5S e Laura Boldrini, culminato con incresciose offese nei social network per il presidente della Camera e accuse di comportamenti squadristi per i pentastellati.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Il 3 febbraio è stata avviata dal vicepresidente dell’UE Antonio Tajani una procedura d’infrazione contro l’Italia per i ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese. Da rilievi della Confcommercio la P.A. italiana impiega mediamente 5 mesi per pagare i debiti verso le imprese private, infrangendo il limite massimo imposto dalla UE di 30 giorni. Oltre alla nociva eccellenza nei ritardi, la Pubblica Amministrazione ha accumulato un debito verso le imprese che è pari al 4% del PIL italiano, circa 80 miliardi di euro.

CORRUZIONE: Il primo report della Commissione Europea sulla corruzione condanna l’Italia, definendo inadeguata la nuova legge contro la corruzione (“Legge Severino”) e stimando l’ammontare totale del giro di denaro generato da quest’abitudine italiana in 60 miliardi di euro. Bruxell in un rapporto di 16 pagine critica pesantemente il sistema legislativo italiano per l’assenza di norme che regolamentino le lobbies, per l’eccessiva presenza di leggi ad-personam, per la scarsa trasparenza negli appalti pubblici e per la crescente corruzione nel settore privato.

ANTONIO MASTRAPASQUA
: L’1 febbraio Antonio Mastrapasqua si è dimesso dalla presidenza dell’INPS. Il manager pubblico è entrato nei giorni scorsi nell’occhio del ciclone dopo essere stato inserito nel registro degli indagati per il caso dei rimborsi sanitari gonfiati dell’Ospedale Israelitico di Roma, diretto proprio da Mastrapasqua.
Le dimissioni dalla presidenza dell’INPS sono arrivate in seguito al crescente malcontento per il numero di cariche pubbliche detenute: 25 nomine pubbliche negli ultimi 15 anni, di cui solamente 8 sono attualmente detenute.
Il caso Mastrapasqua è stato anche arricchito da una falsa laurea del manager pubblico in Economia (per cui è stato condannato a 10 mesi di reclusione nel 1997 dalla Corte dei Conti) e dalla scoperta che la moglie, Maria Giovanna Basile, detiene circa una ventina di poltrone in diversi collegi sindacali pubblici.
Il Consiglio dei Ministri ha fatto arrivare alle Camere un disegno di legge con i quali si va a regolare il conflitto d’interesse delle cariche pubbliche e l’eliminazione dei doppi incarichi nella Pubblica Amministrazione.

Davide Grigatti