Trionfo M5S, crollo Pd. Centrodestra prima coalizione: la Lega sorpassa Forza Italia

Boom dei 5 Stelle (32%) e Carroccio (17%); centrodestra al 37%. Partito Democratico sotto il 20%, Liberi e Uguali flop. Gli scenari possibili per il governo del Paese

4139

Il trionfo del Movimento 5 Stelle e il sorpasso della Lega su Forza Italia

Un vero e proprio voto di rottura che apre a una fase completamente nuova della politica italiana. Le elezioni politiche 2018 consegnano al Movimento 5 Stelle un risultato storico: i pentastellati del candidato premier Luigi Di Maio sono il primo partito per numero di preferenze sia alla Camera che al Senato, con oltre il 32% dei voti (32,5% alla Camera, 32,1% al Senato, secondo le ultime proiezioni Swg; lo spoglio delle schede è tuttora in corso). L’altra sorpresa è la Lega di Matteo Salvini, che vola sopra il 17% (17,5-17,6%) e sorpassa Forza Italia di Silvio Berlusconi (14,2-14,6%), diventando per la prima volta il partito di riferimento della coalizione di centrodestra. L’ottima performance di squadra del centrodestra, che in totale riscuote il 37,3 e il 37,5% circa nelle due Camere, è completata da Fratelli d’Italia (4,4-4,1%) e da Noi con l’Italia-Udc (1,2-1,1%), che però rimane sotto la soglia di sbarramento del 3%. Il Movimento ha stravinto nelle regioni del Sud, il centrodestra nel Centro-Nord.

Partito Democratico, +Europa, Liberi e Uguali: flop collettivo della sinistra

Il vero dramma si consuma nel centrosinistra: il Partito Democratico di Matteo Renzi crolla sotto il 20% (18,7-19,0%). La debacle potrebbe costare il posto da segretario del partito all’ex presidente del Consiglio, accusato da più parti di essere la causa principale del tracollo del Pd. Pessimi risultati anche per le altre tre forze di centrosinistra: ottengono percentuali inferiori al 3% +Europa di Emma Bonino (2,5-2,4%), Civica Popolare Lorenzin (0,6-0,5%) e Italia Europa Insieme (0,7-0,7%). In totale la coalizione racimola appena il 22,9% alla Camera e il 23,0% al Senato. Pesanti sconfitte anche in molti collegi uninominali storicamente “rossi”, tra Emilia-Romagna e Toscana; ultime roccaforti le grandi città come Bologna, Firenze, Modena e l’Alto Adige (grazie al sostegno della Svp). Ancora peggio va a Liberi e Uguali, inizialmente stimati al 5-6% ma in realtà mantenutisi a stento sopra la soglia di sbarramento (3,2-3,2%). Supera l’1% Potere al Popolo, la lista di estrema sinistra; nell’altro versante ideologico, resta al di sotto del punto percentuale CasaPound (0,9%).

Il governo: centrodestra con Salvini premier o 5 Stelle con appoggio Lega

Due gli scenari più realistici per il governo del Paese. Il primo è che il nuovo presidente del Consiglio sia Matteo Salvini, ufficiosamente il candidato premier del centrodestra. Oltre al supporto della propria coalizione – proiezione dei seggi alla mano, la più vicina a ottenere la maggioranza assoluta nelle due Camere – il leader della Lega avrebbe bisogno anche di qualche parlamentare esterno pronto a sostenerlo. In ogni caso, molto dipenderà dall’assegnazione dei collegi uninominali, in cui sono tuttora in ballo decine di seggi. La seconda opzione è che si formi un asse “populista” tra Movimento 5 Stelle e Lega, con la formazione di un governo pentastellato sostenuto direttamente o indirettamente dal Carroccio e da altre forze parlamentari. Il nuovo Parlamento s’insidierà venerdì 23 marzo e, come prima azione, eleggerà i presidenti delle due Camere. Sarà un momento decisivo per capire se e quale maggioranza sarà possibile. Solo allora inizieranno le consultazioni del presidente della Repubblica.

L’affluenza? In calo ma non troppo

Un altro dato tutto sommato sorprendente è quello dell’affluenza, che ha toccato il 72,91% alla Camera, poco più di due punti percentuali inferiore al 75,19% del 2013; risultato simile per il Senato, 73,04% contro il 75,11% di cinque anni fa. È il valore più basso mai registrato in occasione di una votazione politica nazionale, ma è comunque superiore rispetto alle previsioni dei sondaggisti, che nei giorni scorsi la stimavano tra il 65 e il 70%. La regione più virtuosa, da questo punto di vista, è stata proprio il Veneto: a recarsi alle urne è stato il 78,67% degli aventi diritto alla Camera e il 79,01% al Senato. Per consultare i dati specifici sull’affluenza e seguire in diretta lo spoglio delle schede elettorali in tutto il territorio nazionale è possibile collegarsi al portale “Eligendo” del Ministero dell’Interno, cliccando qui.

Salva Articolo

Lascia un commento