Torreglia, l’ira del sindaco Legnaro: “Prefettura e Governo hanno fatto tutto da sé”

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(Foto: www.quotidianomolise.com)
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Tra i tornanti di Torreglia continua l’arrivo di nuovi immigrati. Aumentano malumore e preoccupazione dell’amministrazione comunale che, in questi giorni caldi, non trova pace. Sembra che Governo e Prefettura di Padova stiano gestendo l’accettazione dei profughi a Torreglia senza interpellare il primo cittadino Filippo Legnaro che, oltre ai 23 clandestini giunti nel paese l’8 giugno previa comunicazione unicamente telefonica del PEC, ha assistito all’arrivo di altri migranti nonostante alcuni mesi fa avesse manifestato l’indisponibilità nel proprio paese di strutture pubbliche atte all’accoglienza.

Dopo la vicenda della fuga dei profughi verso la stazione di Terme Euganee del 9 giugno, proprio nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, verso le 18.30, l’amministrazione comunale è stata avvisata, via PEC dalla cooperativa sociale Ecofficina – che si occupa della gestione dell’accoglienza profughi – dell’arrivo di altri 26 immigrati di nazionalità africana per la maggioranza in arrivo da Nigeria, Senegal e Gambia. Poche ore più tardi, verso le 23.30, un’altra chiamata PEC ha comunicato lo sbarco di altri 14 clandestini provenienti da Gambia, Nigeria, Sudan, Senegal, Sierra Leone e Costa D’Avorio. Proprio quando il flusso sembra aver trovato fine, nella mattina del 10 giugno, alle 8.50, è sopraggiunta l’ennesima telefonata dell’Ecofficina per comunicare l’ennesimo arrivo di stranieri nel comune di Torreglia: all’approdo dei giorni precedenti, infatti, si sono aggiunti altri 7 migranti provenienti da Burkina Faso, Nigeria, Costa D’Avorio.

Ora il flusso sembra essersi sedato, ma il sindaco Filippo Legnaro, avvisato sulla situazione a fatto compiuto, manifesta tutto il suo dissenso sulla gestione dell’accoglienza da parte di governo e Prefettura di Padova: “In questo momento il numero di profughi presenti al civico 10 di via Barbieri rispetto alle comunicazioni ricevute dalla cooperativa sociale Ecofficina ammonta a 70 unità anche se ufficiosamente sappiamo che i primi 23 profughi eritrei nella mattinata del 9 giugno si sono allontanati spontaneamente da Torreglia”.

A preoccupare l’intera amministrazione comunale è poi la condizione sanitaria delle persone accolte poiché, nonostante Prefettura e Ecofficina abbiano garantito l’avvenuta sottoposizione a un accurato screening sanitario, non sono ancora stati pervenuti al Comune dei certificati medici: “Dare per scontato che il profugo sia soggetto delinquente e portatore di malattie infettive è una considerazione semplicemente superficiale”. Il sindaco continua poi rispondendo alle accuse di razzismo: “Torreglia non è un paese razzista. Questo non vuol dire tuttavia che la situazione sarà accettata passivamente dal Comune senza esercitare fino in fondo i poteri di controllo sanitario e della sicurezza del territorio che sono propri e a garanzia dei cittadini di Torreglia”.

Legnaro, in pieno accordo con la propria amministrazione, ha dato il via al controllo dell’idoneità della struttura d’accoglienza in via Abate Barbieri, in modo tale da calcolare il numero di persone che possono essere legalmente ospitate. È stata inoltre inviata alla Prefettura una richiesta di aggiornamento quotidiano sul numero di migranti in arrivo e in partenza, in modo tale da vigilare al meglio il flusso di clandestini in entrata e in uscita.

Amministrazione comunale e primo cittadino non discutono sull’arrivo dei profughi bensì sulla gestione di Prefettura e della cooperativa Ecofficina che non avrebbero fornito alcuna informazione inerente né alle modalità e ai tempi di accoglienza né al progetto di integrazione: “Non si polemizza quindi sull’arrivo dei profughi a Torreglia, ma sul metodo utilizzato dalla Prefettura, che mette completamente all’angolo le Amministrazioni locali. Senza informazioni né preavviso i Comuni non hanno la possibilità di attrezzarsi, non gli è consentito di diventare attori attivi per gestire il fenomeno”.

Il sindaco infine dichiara il proprio disappunto sull’impreparazione del Governo Italiano nella gestione dell’emergenza profughi, definendola “imbarazzante, per nulla chiara e trasparente anche in riferimento al momento di crisi e difficoltà economica che sta vivendo il Popolo Italiano”. In riferimento a ciò, Legnaro e i sindaci dei paesi limitrofi di Abano, Teolo, Battaglia e Galzignano hanno sottoscritto una lettera al Presidente della Regione, Luca Zaia, in cui viene espresso il totale disaccordo verso le Istituzioni che hanno abbandonato le amministrazioni locali a loro stesse nella gestione del problema dell’immigrazione.

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