Tiberio Businaro, la Bassa Padovana ha il suo Consigliere Regionale

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(Tiberio Businaro, unico eletto della Bassa Padovana in Consiglio regionale)
(Tiberio Businaro, unico eletto della Bassa Padovana in Consiglio Regionale)

Mancano ancora i voti contestati delle due sezioni di Venezia e San Martino di Lupari, ma ormai è certo: la Bassa Padovana avrà il proprio consigliere regionale. Si tratta di Tiberio Businaro, 46 anni, sindaco di Carceri dal 2009, riconfermato l’anno scorso. Businaro, candidatosi con la lista Zaia, ha ottenuto 1.724 preferenze personali, piazzandosi al terzo posto della provincia di Padova alle spalle dell’assessore patavino Fabrizio Boron (5.456) e di Luciano Sandonà, vicesindaco di Campo San Martino (2.002). La terza piazza è bastata per accedere al Consiglio Regionale del Veneto, visto il premio di maggioranza ottenuto dalla coalizione di Zaia, che ha raggiunto il 50,08% a livello regionale (il 50,63% nella circoscrizione provinciale di Padova).

Il neoconsigliere regionale non si scompone. “La notizia non mi ha sconvolto, casomai mi disorienta non raggiungere gli obiettivi. A livello di campagna elettorale mi sono affidato agli amici che ho conosciuto durante la mia esperienza di sindaco, abbiamo fatto un grandissimo lavoro in un tempo ridotto. Per molti questo risultato è una sorpresa, ma in realtà è frutto di anni di investimenti in precise scelte territoriali e ambientali, scelte che molte persone hanno condiviso, decidendo di votarmi e mandarmi in Consiglio Regionale”.

Businaro, unico rappresentante di un territorio da circa 200mila abitanti, sa che il difficile arriva ora. “Mi dispiace essere l’unico esponente della Bassa. Questo, oltre a essere un limite, mi dà una responsabilità maggiore. Ma sono abituato a farmi su le maniche e so che, insieme alle persone che condivideranno il percorso con me, faremo molto bene”. L’ormai prossimo ex sindaco di Carceri delinea poi le prime questioni che s’impegnerà a portare all’attenzione del Consiglio di Palazzo Ferro Fini. “Le principali tematiche saranno quelle ambientali: la creazione di un registro tumori, il Parco Colli, ma anche l’ospedale di Schiavonia e la questione pedaggio della SR10″.

Pesante delusione invece per Giancarlo Piva, a cui non sono bastate le 4.004 preferenze registrate in tutta la provincia: meglio di lui hanno fatto Piero Ruzzante (5.199) e Claudio Sinigaglia (5.073), consiglieri uscenti e rieletti entrambi per una nuova legislatura. Il sindaco di Este, candidatosi nella lista del Partito Democratico, paga le basse percentuali ottenute dalla coalizione di Alessandra Moretti: “In Veneto è mancato il coraggio di cambiare, non possiamo che prenderne atto. Voglio comunque ringraziare di cuore chi mi ha accompagnato in questa bella avventura e mi ha sostenuto con convinzione, passione ed amicizia. Con le mie oltre 4.000 preferenze, risulto essere in provincia di Padova il più votato dei candidati del Partito Democratico, se si fa eccezione dei due consiglieri uscenti che rispetto a me potevano godere di una maggiore visibilità, di maggior tempo da dedicare alla campagna elettorale ed, essendo entrambi di Padova, di un bacino elettorale ben più ampio di quello su cui potevo contare effettivamente io”. Piva, nuovamente il primo degli esclusi come nel 2013, potrebbe prendersi il seggio di senatore sfuggitogli di mano due anni fa, qualora Felice Casson dovesse vincere il ballottaggio per il Comune di Venezia del prossimo 14 giugno.

Out dal Consiglio Regionale anche Flavia Marola e Carlo Zaramella. “Se Businaro vorrà impegnarsi per risolvere tutti i problemi ambientali su cui il Movimento 5 Stelle ha fatto luce, sarà il benvenuto” afferma la pentastellata, giunta seconda alle spalle di Jacopo Berti – candidatosi anche come consigliere – con 1.245 voti, ma comunque soddisfatta del risultato personale. “La Bassa è riuscita ad esprimere un rappresentante; l’ho detto sin da subito, l’importante per il territorio era riuscirci, anche se ciò accade per il complesso calcolo dei resti elettorali. Per la Lista Tosi, il risultato è un inizio, un punto di partenza per il futuro che dovrà portare a un soggetto di centrodestra aggregativo” dice fiducioso Zaramella, che ha portato a casa 216 preferenze. “Per me, sono contento: non avevo fatto una campagna territoriale ma molto localizzata. E’ stata una bella esperienza, vissuta senza polemiche verso nessuno e per la stima e amicizia che mi lega alla persona di Tosi”. Il consigliere comunale atestino guarda avanti, alle Amministrative del 2016: “Serve un’alternativa cittadina, un gruppo di persone preparate che si riconoscano in un programma di rilancio”.

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