Tangentopoli nelle Terme, le dichiarazioni degli addetti ai lavori

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(Auto della GdF di fronte al Comune di Abano Terme. Fonte foto: Il Mattino di Padova).
(Auto della GdF di fronte al Comune di Abano Terme. Fonte foto: Il Mattino di Padova).

Passano i giorni, ma la bufera tangenti ad Abano e Montegrotto non accenna a placarsi. E’ ormai sotto gli occhi di tutti lo svolgersi dei fatti: l’arresto, martedì 14 aprile, dell’assessore di Montegrotto Ivano Marcolongo (ora ai domiciliari); la perquisizione degli uffici e dell’abitazione del primo cittadino di Abano Claudio e quelli del collega del comune limitrofo Bordin.

Al centro dell’indagine per tangenti, si discute la collaborazione che le amministrazioni comunali hanno stretto con alcune aziende vivaistiche. L’azione delle fiamme gialle dello scorso martedì, ha ingranato una marcia in più grazie alle testimonianze di alcuni imprenditori del verde, a stretto contatto con le due amministrazioni: stando alle dichiarazioni dei proprietari dei vivai spesso, nei comuni termali, si vincevano appalti o i cosiddetti affidi diretti, con il contributo di una tangente.

Le vicissitudini che richiedono di essere chiarite sono ancora molte. Massimo Bordin, sindaco di Montegrotto, afferma di essere sereno ed estraneo ai fatti. Dello stesso avviso è l’aponense Luca Claudio, che inoltre lamenta i “contenuti da fotoromanzo” messi nero su bianco dai quotidiani locali. Il sindaco di Abano Terme sottolinea poi la casualità che ha contraddistinto l’arrivo dei finanzieri e che, a pochi giorni dall’ufficializzazione del parterre di consiglieri regionali nella lista del veronese Tosi, vanifica la candidatura di Claudio.

A fronte degli eventi che hanno scosso la cittadinanza e l’opinione pubblica padovana abbiamo chiesto, ai collaboratori di maggioranza e opposizione delle due amministrazioni, un personale parere sulla vicenda. Evidentemente la voglia di parlare non è molta. I consiglieri della lista civica con a capo Luca Claudio hanno risposto con un perentorio no comment, sostenendo che i giornali sono “solo capaci di storpiare notizie e creare più disagi di quelli che ci sono in realtà”.

Chi ha deciso di condividere la propria opinione ha espresso netta posizione sulla vicenda. Gian Pietro Bano, consigliere di opposizione, nonché candidato sindaco, arrivato nel 2011 con Claudio al ballottaggio per la carica di primo cittadino, ha commentato così i fatti: “Da una parte lo stupore, ma anche il ribrezzo per una situazione che per come si sta delineando assume via via sempre più i contorni di un’associazione di stampo mafioso: insomma, il malaffare fatto a sistema. Ma su questi punti deve far luce la magistratura. A noi come consiglieri di minoranza resta la sensazione di aver fatto il proprio dovere quando abbiamo ripetutamente denunciato in consiglio comunale che l’amministrazione Claudio mancava della necessaria trasparenza e questo portava inevitabilmente a cattivi pensieri”. Bano, capogruppo della lista civica Cittadini Sinistra, ha poi concluso dichiarando che una tale situazione non garantisce le condizioni minime per governare Abano.

Anche il consigliere di opposizione del comune di Montegrotto Sabrina Talarico, della lista civica Terme e Futuro, ha espresso il proprio parere a proposito del caos tangenti. “Credo che le giunte Claudio – Bordin dovrebbero immediatamente dimettersi. Quanto emerso in questi giorni getta un’ombra pesante sull’operato delle due amministrazioni ed è opportuno, per una questione di serietà, responsabilità e rispetto dei cittadini, che tutti facciano un passo indietro. Se non dovessero farlo, è necessario che intervenga il Prefetto e sciolga i consigli comunali, se ne ha facoltà. In ogni caso intervenga”.

Il pensiero di Bano e Talarico racchiude l’opinione delle opposizioni, che in una recente conferenza stampa minacciano di dissertare il prossimo consiglio comunale se non a fronte di un documento che veda la Tangentopoli delle Terme in testa agli ordini del giorno.

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