Tangentopoli delle Terme, intervista all’ex consigliere di Montegrotto Riccardo Mortandello

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(Comune di Montegrotto Terme. Fonte foto: www.vvox.it).
(Comune di Montegrotto Terme. Fonte foto: www.vvox.it).

Il 13 aprile scorso è esploso lo scandalo tangenti nei comuni termali di Abano e Montegrotto. Ivano Marcolongo, assessore sampietrino del verde pubblico, è stato arrestato con le mani nel sacco, mentre riscuoteva da un imprenditore una mazzetta di mille euro; da quella sera si trova agli arresti domiciliari. L’assessore, durante l’interrogatorio, ha attribuito al sindaco della vicina Abano Terme, Luca Claudio, l’ideazione del sistema tangenti e ha attribuito al proprio sindaco, Massimo Bordin, la complicità nella vicenda. A seguito di questa confessione, la Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici dei due sindaci, prelevando alcuni documenti. Così ha avuto inizio, quasi due mesi fa, quella che ha preso il nome di “Tangentopoli delle Terme”. Da più di qualche settimana, però, vige calma piatta. Sulle vicende che in aprile hanno coinvolto le due amministrazioni, abbiamo chiesto l’opinione di un addetto ai lavori, Riccardo Mortandello, ex consigliere di opposizione di Montegrotto Terme della lista “Socialisti del Circolo Pertini”.

– Qual è il suo parere rispetto allo scandalo tangenti?

“Il cataclisma che ha visto coinvolti i sindaci di Abano e Montegrotto e soprattutto l’arresto di Ivano Marcolongo, gettano delle ombre molto profonde sul loro operato. Più volte, come Socialisti del Circolo Pertini di Montegrotto, abbiamo denunciato la mancanza di trasparenza nell’amministrare “la cosa pubblica” nelle opportune sedi, senza mai ricevere risposte adeguate. Siamo anzi stati accusati di essere polemici e disturbatori quando in realtà si chiedeva ciò che ci si aspetta di diritto per controllare come amministrano i nostri amministratori”.

– Che ruolo ha Massimo Bordin nella vicenda? Che ne pensa delle sue dimissioni?

“Sarà compito di chi di competenza stabilire che ruolo ha Bordin nella questione. Pare però veramente difficile pensare che il sindaco potesse non sapere cosa succedeva all’interno della sua giunta; in ogni caso le sue dimissioni sono state un atto di buon senso. Anche le dimissioni dell’intera maggioranza consiliare, ad eccezione di Bellucco, rappresenta una scelta saggia, fatta principalmente da persone che in quattro anni hanno alzato tante volte la mano, ma sono intervenute raramente nelle questioni che contavano in consiglio comunale. Se il primo cittadino di Montegrotto dimettendosi ha dimostrato buon senso lo stesso non si può dire per Claudio, che dovrebbe prendere esempio da chi, in maniera dignitosa, ha deciso di farsi da parte senza alimentare polemiche o rincorrere sterili battaglie con comunicati stampa deliranti che cercano sempre un capro espiatorio. Forse un esamino di coscienza sarebbe più opportuno”.

– La Tangentopoli delle Terme influirà sulla reputazione di Abano e Montegrotto, soprattutto dal punto di vista turistico?

“Sicuramente sì. Quello che è successo non rappresenta il migliore dei biglietti da visita per il nostro bacino termale. Ma ciò che danneggia maggiormente il territorio è la politica che da quattordici anni Luca Claudio ha portato avanti prima a Montegrotto e poi ad Abano. Cementificazione e azioni politiche assurde. Su tutte la denuncia contro Napoli per danno di immagine, poi ovviamente persa con un danno per la collettività di quasi 50.000 euro, che la Corte dei Conti ha stabilito dover essere pagati dai denuncianti. Questo ha sicuramente fatto calare l’appetibilità del nostro comprensorio rispetto ai molti turisti provenienti dal sud. Così come alcune uscite populiste, che ogni tanto campeggiano sugli schermi luminosi di Montegrotto e hanno fatto addirittura disdire prenotazioni da parte di turisti che hanno trovato inaccettabili certi slogan lanciati”.

– Ora Montegrotto Terme è amministrata dal commissario prefettizio Aldo Luciano. Cosa aspettarsi in vista delle elezioni del 2016?

Aldo Luciano, che casualità vuole essere pure originario di Napoli, giusto per tornare a quell’assurda denuncia, rappresenta una figura di garanzia che svolgerà ordinaria amministrazione e interverrà con scelte strategiche solo nei casi più gravi e impellenti. Speriamo in un cambio di passo, in positivo, anche da parte degli uffici comunali e del segretario comunale Paola Peraro, sorella del consigliere regionale uscente Stefano Peraro (Udc) e cognata della dimissionaria presidente del consiglio comunale Paola Greggio, moglie di Peraro. In vista delle elezioni del 2016 sarà compito delle forze di minoranza creare un’alternativa valida, seria, compatta e strutturata rispetto all’amministrazione dimissionaria. In questi anni il tessuto sociale è stato volutamente distrutto, le categorie economiche, i cittadini, sono stati spesso messi gli uni contro gli altri e da oggi devono ritrovare un senso di appartenenza alla comunità sampietrina, ancor prima che agli schieramenti o alle simpatie politiche. Il paese deve rinascere sia dal punto di vista “umano” che economico. Serve strategia, concretezza, onestà e passione. Il percorso sarà in salita, ma non esiste ostacolo che non si possa superare quando si mette il benessere della collettività al primo posto, facendolo percepire ai diretti interessati. Creare nuovo sviluppo e armonia per il nostro territorio deve essere l’unica via da perseguire. Questo “quasi ventennio” amministrativo di Claudio e Bordin deve essere ricordato solo per non essere mai più imitato e replicato”.

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