Tangentopoli delle Terme, atto secondo: appartamenti e forniture militari, l’inchiesta si allarga

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(Fonte foto: mattinopadova.gelocal.it)
(Fonte foto: www.mattinopadova.gelocal.it)

Luca Claudio torna a far parlare di sé. Dopo il turbolento scandalo della Tangentopoli delle Terme in primavera, si apre un secondo capitolo che pare ritrovare come protagonista il sindaco di Abano Terme.

Era il 13 aprile scorso quando emerse la vicenda, prima con l’arresto dell’ex assessore Ivano Marcolongo – mentre intascava una mazzetta da mille euro per l’appalto dello sfalcio d’erba – poi con le denunce di concussione ai sindaci di Abano Terme e Montegrotto. Ma quella era solo la punta dell’iceberg.

Dopo il capo d’accusa per turbativa d’asta ed estorsione, arrivano nuove perquisizioni a casa Claudio per mano del pm Federica Baccaglini e della Guardia di Finanza, comandata dal colonnello Luca Lettere. Oltre all’inchiesta sulle presunte tangenti per l’assegnazione di lavori nel settore ambientale, arriva l’ennesima doccia fredda per il sindaco di Abano: è di mercoledì 1 luglio la notizia di una nuova raffica di controlli a 6 società tutte riconducibili a Luca Claudio.

Le forze dell’ordine hanno quindi spostato la loro attenzione sulle società, proprietarie di circa 25 appartamenti del valore totale di almeno due milioni di euro. Sono stati sequestrati libri contabili, fatture e registrazioni in modo tale da comprendere se tali srl abbiano una natura propria o se siano coinvolte nello scandalo tangenti. Le Fiamme Gialle sospettano che gli appartamenti sotto osservazione siano – in parte – “doni” e “omaggi” al sindaco Claudio in cambio di favoritismi e modifiche ai piani regolatori comunali. Dai controlli della Finanza e dal lavoro del colonnello Lettere e della sua squadra, in determinati casi, sembrerebbe infatti che una società acquisisse certi immobili solo subito dopo un’autorizzazione urbanistica migliorativa emanata dal Comune.

Nessuno dei locali sotto accusa è a nome del primo cittadino, ma tutte le attività gli sono riferibili. La prima, Soleluna srl con sede a Ponte San Nicolò, è in possesso di 6 immobili tutti con legale rappresentante Luca Claudio. Altri 4 locali, della società Rls srl, vedono come legale rappresentante Massimo Trevisan, caro amico del sindaco aponense che risulta amministratore anche di ben 14 appartamenti della Agm sas con sede a Mestrino. Sotto indagine poi la Soluzioni Assicurative srl, dove il sindaco Luca Claudio risulta essere socio con l’assicuratore Roberto Ottolitri, legale rappresentante di un appartamento. Infine, sotto inchiesta le società Pharma 300 srl e Pharma 30 delle quali Luca Claudio è legale rappresentante: entrambe prive di beni immobili, dovrebbero occuparsi della vendita e della commercializzazione di farmaci.

A partire da queste due società filtrano nuove indiscrezioni dalle indagini di Lettere: nell’occhio del ciclone Pharma 30 che, fondata da Luca Claudio nel 2003, negli ultimi anni ha incentrato la propria attività sulle forniture alle forze militari. Proprio qualche tempo fa, infatti, aggiudicandosi un bando, Pharma 30 ha concluso un affare da 400mila euro vendendo giubbotti militari all’esercito italiano. Il mercato sembrerebbe entrato in crisi dopo l’inchiesta tangenti che “avrebbe fatto saltare un appalto di medicinali e prodotti farmaceutici destinati all’esercito italiano”.

In tutto ciò ci sarebbe, secondo la Guardia di Finanza, il benestare di Leonardo Padrin – fino a un mese fa presidente della Commissione regionale Sanità e Sociale – che avrebbe fluidificato i rapporti con Roma per favorire l’azienda padovana nell’assegnazione dell’appalto. Secca la smentita dell’ex consigliere regionale: «E’ tutta una macchinazione fantasiosa perché ho appreso dai quotidiani l’esistenza di Pharma 30. Nessuno mi ha contattato per favori di questo tipo e nulla avrei potuto fare visto che non ho conoscenze nell’esercito».

Non tarda nemmeno la difesa del sindaco di Abano che, in data 2 luglio, fa chiarezza sul secondo filone dell’inchiesta a suo carico: «Le mie proprietà immobiliari sono 5 appartamenti, 5 garage e un capannone. Il resto è un’invenzione». Continua Luca Claudio: «Sono tutti immobili acquistati dalla Soleluna Srl, di cui è socia anche mia moglie. Sono strutture che io e mia moglie abbiamo comperato facendo dei sacrifici e che diamo in affitto» E ieri Claudio ha rincarato la dose: «E’ tutta una strategia per crearmi il vuoto attorno».

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