I sindaci di Centro Veneto Servizi approvano la fusione con Polesine Acque

In 33 dicono sì all'aggregazione con il gestore rodigino, la cui assemblea dei soci è stata rinviata al 26 giugno. Cortelazzo: «È stata la giornata dell’apertura del dialogo»

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MONSELICE. L’assemblea straordinaria dei sindaci di Centro Veneto Servizi ha votato giovedì pomeriggio il sì all’aggregazione tra lo stesso Cvs e Polesine Acque, gestori del servizio idrico integrato rispettivamente nella Bassa Padovana e nel Rodigino. Il progetto di fusione, che dovrebbe dare vita a un’unica società pubblica in house chiamata Acquevenete Spa, è stato approvato con il parere positivo di 33 primi cittadini, pari al 63,66% delle quote di Cvs. Non sono stati espressi voti contrari.

«Il voto espresso oggi dai sindaci di Cvs è un messaggio chiaro: vogliamo aprire una nuova pagina per la gestione del servizio idrico nei nostri territori, fondata sulla garanzia dell’acqua pubblica e sullo spirito referendario» annuncia il presidente di Cvs, Piergiorgio Cortelazzo. «Grazie alla fusione potremo creare nuovo valore per i nostri territori, oltre 23 milioni di euro che ci permetteranno di contenere la tariffa, a beneficio di tutti i nostri utenti. Potremo concretizzare tutti gli investimenti per nuove opere previsti per ciascuno dei due ambiti e consentire ai nostri territori di essere protagonisti nella gestione di un bene fondamentale come è l’acqua, assicurando una gestione pubblica, che non punta a fare utili sulle bollette».

Contestualmente, era stata convocata anche l’assemblea dei soci di Polesine Acque, che è stata rinviata e subito riconvocata per il prossimo 26 giugno, per esprimersi sul medesimo progetto di fusione. «In Polesine è stata la giornata dell’apertura del dialogo» spiega Cortelazzo, che durante la mattinata, secondo quanto riportato da Rovigooggi.it, avrebbe incontrato il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin e altri amministratori locali polesani. Evidente il tentativo di trovare un accordo che piaccia a entrambe le parti – molti i Consigli comunali del Rodigino che hanno respinto la proposta – in modo da scongiurare l’affondamento del progetto.

L’obiettivo dell’operazione è la creazione di una governance condivisa fra i 110 Comuni coinvolti, che serva in modo efficiente ed efficace un bacino di 520 mila abitanti, sfruttando i benefici derivanti dal radicamento territoriale e dalla prossimità territoriale delle due società. Oltre 84 milioni di euro il valore degli investimenti previsti nel territorio per il triennio 2017-2020. In caso di parere positivo da parte dell’assemblea dei soci di Polesine Acque, l’ultimo step del percorso di aggregazione arriverebbe in settembre, con l’assemblea straordinaria in seduta congiunta composta da tutti i sindaci dei 110 Comuni.

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