Sesa, parla il presidente Furlan: “Lavoriamo per limitare i cattivi odori. L’incendio? Aspettiamo le analisi complete”

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(Foto: www.sesaeste.it)
(Foto: www.sesaeste.it)

“Uno dei cuscinetti del nastro trasportatore all’interno dell’impianto di compostaggio si è inceppato, sprigionando delle scintille che hanno innescato il fuoco. I sensori presenti all’interno del capannone hanno rilevato la presenza di fumo e la nostra squadra antincendio è subito intervenuta.” Sono passate due settimane dall’incidente verificatosi alla Sesa. Un incidente che ha messo sul chi vive i gruppi ambientalisti della zona e che ha dato nuova linfa alle voci da sempre critiche nei confronti della società di servizi ambientali con sede in via Comuna, tra Este e Ospedaletto euganeo. A parlare, ora, è il suo presidente Natalino Boris Furlan. “Qualche minuto prima delle 14 sono arrivati anche i Vigili del Fuoco, che in breve hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’area. La colonna di fumo nero è stata causata dalla combustione della guaina del tetto e delle pareti del capannone. Gli stessi Vigili del Fuoco si sono complimentati con la squadra antincendio per il comportamento tenuto, che ha evitato guai peggiori.”

Sesa è una società mista, pubblica al 51%. “La politica (il Comune di Este, ndr) controlla e di indirizza, il privato (l’ingegner Mandato con altri soci minori, ndr) gestisce le attività” spiega Furlan. Questo modello ha garantito, nel 2014, utili per ben otto milioni di euro: quattro di questi trattenuti come riserva e il resto spartito, appunto, tra pubblico e privato. Insomma, una vera manna dal cielo per Este, duramente colpita come tutti gli enti locali dai tagli del Governo. Una percentuale della tariffa che tutti gli utenti del Bacino Padova Sud pagano sui rifiuti, poi, va a risarcire i disagi che i cittadini della zona subiscono a causa della presenza della discarica. “Dal 2006, con Piva abbiamo deciso di riconoscere il 50% di questa percentuale al comune di Ospedaletto.

In molti imputano a Sesa i cattivi odori dell’aria. “Noi non produciamo pasticcini, ma trattiamo i rifiuti urbani di 25 paesi, da Piove di Sacco a Montagnana. Ci stiamo comunque impegnando a limitare il fetore. Abbiamo fatto piantare qui intorno 100 mila alberi e, grazie a uno speciale software che ci comunica le caratteristiche del vento nell’arco della giornata, evitiamo di dare aria ai capannoni nei momenti in cui soffia più intensamente. Si tratta comunque, chiarisce il presidente, di odori “naturali”, perché “in Sesa non si verificano combustioni, ma solo processi di fermentazione.” Quanto ai rifiuti, “tutto ciò che entra nella nostra azienda viene controllato attraverso dei lettori ottici e codificato mediante un sistema informatizzato, in modo tale da poter ricostruire in ogni momento il suo percorso. Scartiamo solo una minima parte di materiale e cerchiamo di riciclare il più possibile.”

Una struttura, spiega Furlan, all’avanguardia, che ha conseguito negli anni diverse certificazioni di qualità e che è regolarmente oggetto di visita da parte di numerose delegazioni, anche straniere, interessate a capirne il funzionamento. Più di qualcuno, però, dopo l’incendio, ha espresso i propri timori per i possibili danni alla salute. “Le prime rilevazioni hanno dato risultati rassicuranti. Ora siamo in attesa del responso dell’Arpav, dello Spisal e di altri organismi specializzati intervenuti” conclude il presidente.

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