Sesa, il Consiglio comunale di Este approva le modifiche allo statuto

Le novità riguardano la parità di genere, le nomine dei rappresentanti pubblici nel cda e la sua decadenza. Gallana: fiducia alla base di ogni azienda. Contrario il voto delle minoranze

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ESTE. Il Consiglio comunale di Este venerdì sera ha approvato la modifica di tre articoli dello statuto di Sesa, tutti inerenti al consiglio di amministrazione della società controllata per il 51% dal Comune atestino. I cambiamenti comportano innanzitutto l’adeguamento alla normativa nazionale che impone la parità di genere: d’ora in poi nell’organo direttivo dell’azienda, nel quale siedono cinque persone, ci dovranno essere almeno due rappresentanti per ogni sesso, mentre oggi si registra la presenza di quattro uomini e una sola donna. La seconda novità è relativa alla possibilità di far decadere il cda con le dimissioni di due membri. Infine un sindaco eletto con un direttivo già in carica avrà la facoltà di mutarne la composizione entro un anno dal suo insediamento.

Soddisfatta Roberta Gallana. «Il concetto di fiducia è alla base di ogni azienda, tanto più se controllata da un ente pubblico come nel caso di Sesa. Penso sia fondamentale che un’Amministrazione possa liberamente e serenamente decidere di inserire nel cda della società persone di cui si fida» spiega. La legge attribuisce già a un sindaco il potere di revocare le nomine pubbliche nelle partecipate entro 45 giorni dall’entrata in carica. Di questo potere però il primo cittadino di Este non si è avvalso perché, chiarisce, «c’era il rischio di vedersi recapitare ricorsi che avrebbero potuto ripercuotersi sull’azienda stessa». Prosegue Gallana: «Tengo a sottolineare che per me non si tratta di un principio astratto visto che io stessa, quando sono stata nominata da alcuni enti pubblici nei cda di alcune partecipate, ogni volta che cambiava l’Amministrazione mi sono sempre recata dai nuovi eletti per mettere a disposizione le mie dimissioni».

Per la prima volta sullo statuto di Sesa il consiglio comunale non si è espresso all’unanimità: si è registrato infatti il voto contrario delle minoranze (era assente il consigliere del M5S, Francesco Roin). «Le questioni legate a Sesa sono sempre molto delicate e il vecchio testo aveva dato stabilità alla società» ha detto il capogruppo del Pd Giancarlo Piva, che nel corso della discussione ha avanzato la proposta, rigettata, di far decadere il cda dell’azienda in caso di dimissioni di tre membri, anziché di due. «Le modifiche indeboliscono la parte pubblica» ha evidenziato Stefano Agujari Stoppa (Civiche). «Sarebbe meglio rinviare questo dibattito: ora siamo in una fase di transizione, il quadro normativo nazionale in materia (la legge Madia, ndr) non è ancora ben delineato» ha spiegato invece Carlo Zaramella (Este Sicura). Sui social è intervenuta duramente anche L’Altra Este. «Un’operazione politica bella e buona per ottenere le poltrone che contano con un rischio notevole per il socio pubblico, ovvero che quando il socio privato decide può mandare tutti a casa. Da oggi in poi nessuno potrà più metter bocca nelle scelte industriali della società».

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