Scherzo de “La Gabbia” a Vo’: il finto senatore Codazzo espropria terreni per darli agli immigrati

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(Foto: www.youfeed.it)
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Come reagireste se un senatore si presentasse a casa vostra e vi dicesse che il vostro terreno è stato espropriato per costruire un centro di accoglienza destinato agli immigrati? E’ l’esperimento che ha voluto fare la trasmissione televisiva “La Gabbia”, condotta da Pierluigi Paragone e in onda su La7,  con gli abitanti di Vo’ Euganeo. All’ombra dei colli nei giorni scorsi è infatti arrivato il fantomatico senatore Giuseppe Codazzo, interpretato da Giuseppe Longinotti, che ha avanzato l’idea ad alcuni cittadini raccogliendo, naturalmente, secchi rifiuti. Qui il video integrale del servizio.

In apertura Codazzo si è presentato presso una stazione di servizio del paese, dove il suo finto segretario personale ha comunicato al titolare che al posto del distributore presto sarebbe sorto un centro per immigrati. “E smentiamo finalmente l’infame diceria di questo Veneto razzista!” ha esclamato il senatore. “Io non sono assolutamente razzista, sono stato 25 anni in Germania” ha risposto piccato il benzinaio, dicendosi comunque contrario all’esproprio. Il segretario ha poi chiesto a quest’ultimo di lavare gratuitamente l’auto di Codazzo, ottenendo un altro netto no: “L’autolavaggio è mio, bambolotto, acqua e corrente le pago io. Se vuoi lavare la macchina, paghi.” Alla fine il lavoratore ha bruscamente invitato il senatore ad andarsene.

In seguito Codazzo ha consegnato un “bonus” da 220 euro a un pensionato, salvo poi riprenderselo dopo aver fatto registrare all’anziano un video di ringraziamento. “Non potevamo darle i soldi, altrimenti dovevamo darli a tutti” ha spiegato il segretario. “Tanto ci votate lo stesso” ha proseguito il senatore, scoppiando a ridere di fronte al pensionato allibito.

Infine gli inviati de “La Gabbia” si sono spostati in un’azienda del territorio, dicendo anche in questo caso ai titolari che avrebbero dovuto cedere la loro proprietà per lasciare spazio al complesso residenziale “Codazzo for Africa”. Quando il segretario ha iniziato a prendere le misure del posto, gli imprenditori si sono ribellati e hanno minacciato di chiamare i carabinieri. “Questa è proprietà privata. Voi qua non fate niente, quando sarà vostro farete quello che vorrete” hanno tuonato.

Scherzo, dunque, riuscito. Eppure, al di là della messa in scena abbastanza credibile, è verosimile pensare che lo Stato possa avventurarsi in un’operazione di questo tipo, dovendo poi fronteggiare quasi certamente una rivolta popolare? Morale della favola: soprattutto su temi delicati come quello dell’immigrazione, occorre prestare la massima attenzione alle falsità che qualcuno potrebbe propinarci. Il rischio di cadere in una bufala è sempre dietro l’angolo.

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