Revisori dei conti, quale risparmio? La denuncia di un consigliere di Este

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(Fonte: larevisionelegale.it)
(Fonte: larevisionelegale.it)

Il nuovo sistema di nomina del collegio dei revisori dei conti comunali, ossia dei professionisti che si occupano di contabilità, bilancio e controllo delle scritture contabili delle amministrazioni locali, è una spesa per la collettività. A sostenerlo è Andrea Quadarella, 24 anni, consigliere atestino delle Civiche d’Este. In seguito all’entrata in vigore del decreto-legge del 13/08/2011, infatti, alla scadenza del mandato il collegio dei revisori dei conti non vengono più nominati dai Consigli Comunali, e quindi dalla politica, ma vengono bensì sorteggiati dalla Prefettura tra gli iscritti a all’albo provinciale, del quale possono fare parte i possessori dei titoli e requisiti previsti che siano attivi col loro esercizio all’interno dell’intero territorio regionale del Veneto. «I tre sorteggiati per Este, per esempio, arrivano da Verona e Belluno. Quindi oltre a dover pagare loro la stessa cifra che era prevista prima per i nominati dalla politica a chilometro zero, ora a carico del contribuente cittadino si aggiunge il peso del rimborso per lo spostamento» attacca il giovane consigliere di maggioranza.

«Non me la prendo con i sorteggiati, ma credo che questo sistema non dica nulla in più sulla professionalità ugualmente garantita anche dal precedente, in quanto la scelta politica ricadeva su profili con gli stessi requisiti e titoli. La politica ancora una volta abdica alle sue funzioni in favore della burocrazia e della tecnica: si parte dal pericoloso presupposto che essa sia per definizione marcia e quindi non ritenuta meritevole di esprimere una scelta discrezionale, ma così si fa il male della politica e della cittadinanza perché si prende atto della corruzione e del malaffare eventuale invece di combatterli ed isolarli». Quadarella, in carica dall’ottobre 2013, chiama a raccolta gli altri amministratori locali, per tentare di far arrivare in alto la protesta e per «far tornare la rappresentanza democratica una valore e non un costo da tagliare, se è vero che il potere appartiene ancora al popolo e non ai tecnocrati. Io mi farò portavoce di ciò nella Consulta Giovani dell’Anci in cui siedo».

Il 24enne consigliere conclude con una proposta: «Se davvero si voleva risparmiare, non si poteva razionalizzare permettendo alla politica di nominarne uno o due membri del collegio invece di obbligare a tenere il numero dei tre? Se si può tagliare il numero dei consiglieri comunali, allora può calare anche il numero dei componenti del collegio dei revisori. Altrimenti ci stanno prendendo in giro se invece di tagliare costi e numeri tagliamo potere e rappresentanza aumentando le spese».

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