Regionali, la Moretti non firma l’impegno grillino sui tagli alla politica. L’ira di Berti: “Era solo propaganda”

275
(Foto: attualita.cinquequotidiano.it)
(Il quartier generale di Alessandra Moretti. Foto: attualita.cinquequotidiano.it)

Doveva essere la prova di un possibile avvicinamento tra Pd e Movimento Cinque Stelle in Veneto. E’ finito invece in bagarre l’incontro di questa mattina tra Alessandra Moretti e Jacopo Berti a Limena. La candidata del Pd, infatti, ha rifiutato di firmare l’impegno grillino sul taglio dei costi della politica, presentando invece una propria proposta di legge sullo stesso tema e invitando lo stesso Berti a sottoscriverla. La mossa, evidentemente, è stata vista dai pentastellati come un tradimento dell’accordo preso, e quando la Moretti li ha apostrofati come “pagliacci” è scoppiata la lite.

Sono 9,30 e Berti, circondato dai giornalisti, è in attesa all’Hotel Crowne Plaza di Limena vicino alla sede del comitato elettorale morettiano. La candidata democratica, però, non si presenta: come aveva annunciato su Facebook ieri, avrebbe firmato solo nel proprio quartier generale. Il pentastellato, allora, si reca in via Del Santo, per incontrare l’avversaria. Presenta davanti alle telecamere il documento che impegna gli eletti a ridursi lo stipendio, a rinunciare al vitalizio e all’indennità di fine mandato, a effettuare i versamenti previdenziali su base contributiva, a rendicontare pubblicamente i rimborsi ricevuti e a versare i soldi così risparmiati in un fondo regionale destinato alle piccole e medie imprese o al sociale. Quando però si accinge a consegnare alla Moretti il foglio per la firma, il colpo di scena: l’ex eurodeputata formula una controproposta, che consiste in un progetto di legge da approvare entro i primi 100 giorni di vita del nuovo consiglio regionale. “Non è con le azioni personali che cambiamo il Paese, ma modificando le regole del gioco” dichiara la candidata renziana. “Ecco i burocrati del Pd” attacca Berti. “Voi siete dei pagliacci” ribatte la Moretti. L’asse Pd-5 Stelle, a questo punto, si sfalda, e nonostante la brioche offerta dalla democratica in segno di pace, Berti lascia Limena furioso.

“I tagli propagandati dalla Moretti restano solo grafiche nel suo sito. Slide. E la sua risposta al nostro video #Morettifirmaqui era solamente un altro annuncio al quale non sono seguiti i fatti” tuona il candidato pentastellato sulla sua pagina Facebook qualche ora dopo. “Ora, oltre ai cittadini 5 stelle, tutti i veneti, quelli del Pd in primis e gli indecisi, hanno potuto vedere che purtroppo esiste una sola forza politica disposta a tagliarsi lo stipendio e a rinunciare a tutti i privilegi. Sempre e solo il Movimento 5 Stelle.” Secca la replica della Moretti: “Mai detto di sottoscrivere i tagli del M5S. Apprezzo la condivisione dell’obiettivo comune, ma abbiamo presentato due proposte diverse.”

 

Salva Articolo

Lascia un commento