Regionali, i candidati veneti a Porta a Porta: il dibattito è scadente

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(Foto: pagina Facebook di Porta a Porta)
(Foto: pagina Facebook di Porta a Porta)

Un confronto elettorale tra i più deprimenti degli ultimi tempi. E’ quello a cui hanno assistito nella tarda serata di ieri i telespettatori di Porta a Porta, la trasmissione condotta da Bruno Vespa su Rai Uno. I candidati alle elezioni regionali del Veneto, con l’eccezione dell’indipendentista Morisin (a quanto pare, non invitato), hanno dato vita a un dibattito sterile che non ha spostato di una virgola gli orientamenti di voto degli elettori. Possibile invece che a condizionare il proseguo della campagna siano stati Antonio Noto di Ipr Marketing e Michela Morizzo di Tecnè,  i sondaggisti presenti in studio, i quali hanno attribuito a Zaia un distacco sulla Moretti compreso tra lo 0,5 e il 2% . Nulla, rispetto a quanto si aspettava il governatore uscente. Che infatti ha contestato i dati.

L’idea di Vespa era buona: dare spazio su una rete nazionale, sia pure in seconda serata, a coloro che si giocheranno la presidenza di una regione importante come il Veneto. Un’opportunità mica da ridere, che i diretti interessati avrebbero dovuto cogliere al volo. E invece no, niente. Salvo pochi spunti interessanti, sono arrivate quattro performance comunicative in bilico tra il ridicolo e la tenerezza, con Moretti e Zaia a sbraitare tra loro sulla vicenda Mose e la povera coppia Tosi-Berti relegata ai margini dell’inutile discussione. Certo, sin dall’inizio era chiaro che il format non avrebbe garantito a tutti il palcoscenico in uguale misura: la mancanza di limiti di tempo per gli interventi, le domande diverse da candidato a candidato e la disposizione “salottiera” degli ospiti nello studio rendevano il tutto abbastanza lontano dal classico question time all’americana, che forse avrebbe portato il confronto su binari più appassionanti legati alle idee e ai programmi. Ma l’occasione poteva comunque essere sfruttata in modo diverso, quantomeno per mostrare un po’ di gratitudine ai telespettatori rimasti svegli fino alla mezzanotte abbondante in attesa del confronto. Invece, a parte le vuote invettive morali della Moretti sistematicamente rispedite al mittente da Zaia, poca roba. Davvero poca roba.

A meno di due mesi dal voto, checché ne dicano i sondaggisti di Vespa, l’unica certezza è che il favorito numero uno pare ancora essere il presidente uscente. Non tanto alla luce del rinnovato sostegno di Forza Italia, barattato da Salvini con l’appoggio della Lega alla candidatura di Toti in Liguria, quanto all’immagine, peraltro ben tratteggiata dal servizio di Porta a Porta, che lo stesso Zaia conserva agli occhi dei veneti: quella di un uomo operoso, concreto e legato al territorio. La Moretti, se non fosse incappata in qualche incidente di percorso (leggesi estetisti vari e ladylike), forse avrebbe avuto qualche chance in più. Per Tosi, invece, i tempi non sembrano ancora maturi, mentre Berti può realisticamente aspirare, al massimo, a entrare in consiglio regionale.

 

 

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