Regionali 2015, diamo voce ai giovani

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(Fonte foto: www.ilgazzettino.it)
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Parte il countdown. A meno di 40 giorni dalle elezioni regionali, sono in netto incremento appuntamenti elettorali, scontri e dibattiti tra i canditati che ambiscono al ruolo di “governatore” del Veneto. Si avvicina la fatidica data del 31 maggio e, con essa, aumenta la visibilità dei diversi schieramenti che si alternano a fare tappa nelle maggiori città della regione per accaparrarsi consensi e voti. Moretti, in tour dal 16 gennaio, e Zaia, autore di una fastosa campagna elettorale, sono in lizza per ricoprire la carica di “governatore” e manovrare la delicata situazione veneta.

Come dal vaso di Pandora, dallo scoppio dello scandalo del Mose di Venezia, sono emersi un susseguirsi di problemi e disagi che affliggono la nostra regione. Dalla corruzione nella giunta all‘arresto del “doge” Galan, passando per la sanità sempre più precaria e la mobilità sempre meno efficiente, il Veneto vive uno dei periodi politici più delicati della propria storia moderna. Se ciò non bastasse, come nel resto della penisola, i giovani hanno sempre meno spazio e la loro voce ha sempre meno eco.

Statistiche alla mano, a febbraio 2015, i giovani senza lavoro sono il 42,6% – in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto a gennaio – e solo nel 2014 sono 19mila i laureati italiani emigrati all’estero in cerca di fortuna. Il Veneto risulta essere la seconda regione italiana per emigrazione giovanile: le prospettive lavorative non sono allettanti, le aspettative di condurre una vita agiata diminuiscono e i servizi sono sempre meno soddisfacenti. Occupazione e mercato del lavoro non sono le uniche problematiche che le realtà giovanili affrontano quotidianamente.  Ma di questo i candidati alle elezioni regionali se ne rendono conto?

Diritto allo studio, mancanza di spazi aggregativi, crisi generazionali, dipendenze, servizi pubblici ridotti e – se presenti – inefficienti. Come far tornare il Veneto un territorio prolifero rispettando il passato ma con lo sguardo fisso al futuro?

Gli slogan non mancano, ma le idee che si concretizzano scarseggiano. Da un lato il leader del carroccio esalta l’importanza dei giovani nell’economia agricola, dal 2009 infatti grida “il futuro è nei giovani”, dall’altro lato la candidata del centrosinistra ribatte su Twitter “dobbiamo mettere i giovani nelle condizioni di formarsi e lavorare per costruire il futuro del Veneto”.

La candidata del Pd promette di “finanziare l’imprenditoria giovanile e innovativa con contributi a fondo perduto per coprire un terzo degli investimenti necessari. Chi ha idee e coraggio per fare impresa ha il diritto di essere sostenuto”. La squadra di Alessandra Moretti sostiene di riservare un occhio di riguardo nei confronti dei giovani. “A livello regionale la gestione delle risorse deve riservare un’importanza particolare alle spese a favore dell’inserimento professionale dei giovani e delle politiche di tutela del lavoro”. A parlare è Alberto Simi, candidato al Consiglio Regionale del Veneto per il Pd, che sottolinea la rilevanza del lavoro svolto dal governo Renzi con i recenti dispositivi di legge i quali “hanno iniziato a segnare un cammino che dovrà essere completato. Con dinamismo e dopo anni di immobilismo ci siamo messi in marcia”.

Dal fronte opposto, le proposte di Luca Zaia per i giovani sono note: per gli universitari promuove “borse di studio che privilegino i veneti” e per i giovani imprenditori, invece, riserva delle aree agricole demaniali. Su questo punto il leader della Lega Nord basa l’intera politica giovanile: “uno dei motivi per cui i giovani non si impegnano nell’intraprendere attività produttive agricole sta nel fatto che i terreni agricoli il più delle volte hanno costi insostenibili. Con questa iniziativa si dà un’importante possibilità e alternativa, al Nord come al Sud, alla disoccupazione”. A spalleggiare l’attuale governatore è Nicola Finco, consigliere regionale, che esalta il lavoro della propria Giunta ricordando i traguardi raggiunti nel miglioramento della qualità dei tirocini per i giovani laureati: “Abbiamo sostenuto 14.000 aziende tramite Veneto Sviluppo; abbiamo dato tirocini di qualità a 2.680 persone e tirocini lavorativi a 1.036 individui, incrociando 781 aziende di inserimento e potenziando i centri per l’impiego giovanile sul territorio”.

Entrambi i candidati centrano le proprie campagne su parole come futuro, progresso e giovani. Ad oggi, nonostante le promesse che riecheggiano nei comizi elettorali, i giovani sono sempre più lontani dalla politica e sempre meno fiduciosi nel sistema amministrativo. In tempi in cui la generazione 2.0 vaga tra dubbi e insicurezze, a dar speranza per un futuro migliore in Veneto non bastano grandi discorsi. I giovani vogliono essere ascoltati, considerati realmente e, soprattutto, desiderano certezze; evitando di venire strumentalizzati dai politici ai fini di guadagnare qualche punto percentuale nelle elezioni.

I cambiamenti si fanno con i fatti e non con le parole e questo, cari candidati, dovreste ricordarlo.

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