Quando Santino Bozza diceva: “I gay? Sono malati”

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Santino Bozza (primo a destra) Foto: loscapigliato.wordpress.com
Nella foto Santino Bozza (primo a destra). Credits: loscapigliato.wordpress.com

Santino Bozza torna a occupare le pagine della cronaca nazionale. La notizia dell’incredibile metamorfosi politica dell’ex bossiano, ora candidato alle regionali in una lista autonomista che appoggia Alessandra Moretti, ha portato alcune testate (fra cui il settimanale L’Espresso) a rispolverare una delle sue più discusse performance. Nel 2012, infatti, Bozza finì nell’occhio del ciclone per alcune frasi omofobe pronunciate ai microfoni della trasmissione radiofonica “La Zanzara”.

“Non conosco la parola gay, io li chiamo culattoni. Gay è in inglese, io non conosco l’inglese. Qui in Veneto li chiamiamo culattoni. A me i gay non piacciono, se me li trovo vicino mi stacco di qualche metro. Sono diversi. Purtroppo esistono, sono malati, sbullonati” aveva detto il consigliere regionale veneto. “La donna ha la vagina e l’uomo ha il pene, tutto il resto è solo sesso e porcherie. Due uomini che fanno l’amore le sembra amore? E’ schifezza quella lì. Lei la penna dove la mette? Nel calamaio, no?” E ancora: “Se avessi avuto un figlio gay lo avrei curato, lo avrei portato anche a donne personalmente. Se avessi avuto una figlia donna, avrei fatto la stessa cosa, le avrei insegnato l’educazione sessuale.”

Le proteste, già allora, furono veementi. E adesso che Bozza ha deciso di schierarsi con la candidata del Pd, le polemiche si sono naturalmente riaccese: come può un politico dalle posizioni così controverse, entrare in una coalizione di centrosinistra? Dal Pd qualcuno tenta di minimizzare, altri storcono il naso. “Bozza è candidato nella lista Veneto Autonomo, ma le posizioni sui diritti civili sono espresse dall’intera coalizione” si difende la Moretti. Renzi, per il momento, tace.

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