Primi passi di fusione: Este, Baone, Cinto e Lozzo danno il via allo studio di fattibilità

I quattro Comuni avviano il percorso che potrebbe portare alla nascita di un'unica realtà da oltre 25 mila abitanti e 100 chilometri quadrati di estensione

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(I sindaci dei quattro Comuni che hanno commissionato lo studio di fattibilità per una possibile fusione. Da sinistra: Luciano Zampieri (Baone), Lucio Trevisan (Cinto Euganeo), Roberta Gallana (Este) e Fabio Ruffin (Lozzo Atestino)

ESTE. Un unico Comune da oltre 25 mila abitanti, esteso su un’area di 100,46 chilometri quadrati. Sono le principali misure della realtà che potrebbe nascere dalla fusione tra Este, Baone, Cinto Euganeo e Lozzo Atestino. I quattro Comuni hanno approfittato degli incentivi messi a disposizione dalla Regione Veneto per commissionare uno studio di fattibilità, primo passo del lungo percorso che potrebbe dare vita al terzo Comune più popoloso della provincia – dietro Padova e Albignasego – nonché il più esteso in assoluto. Dopo il naufragio della fusione tra Este e Ospedaletto Euganeo e lo stentato avvio del dialogo tra l’amministrazione atestina e quella di Baone, dunque, i tempi sembrano maturi per un confronto serio e allargato sul tema.

«La soddisfazione è massima per quello che siamo riusciti a fare, mettendo da parte campanilismi e visioni politiche e ideologiche differenti» sorride il sindaco atestino Roberta Gallana. «Este e i Colli Euganei si completano a vicenda. Questo è solo il primo passo, ora dovremo verificare se il percorso può essere condiviso. Allo studio di fattibilità seguiranno un sondaggio esplorativo e diversi incontri con i cittadini per individuare, con il loro aiuto, le criticità e i punti di forza del nostro territorio». Per Luciano Zampieri, sindaco di Baone, «chi non amministra a fatica percepisce le difficoltà e i vincoli che quotidianamente ci troviamo ad affrontare. La fusione è l’unica via d’uscita, e già da un paio di anni abbiamo introdotto il tema all’interno della nostra comunità». Fin dal 2002 Baone fa parte dell’Unione dei Comuni dei Colli Euganei, insieme a Cinto Euganeo e ad Arquà Petrarca (che ha chiuso le porte alla nuova proposta di aggregazione), e i dipendenti comunali dei tre enti sono in condivisione.

«All’interno dell’Unione abbiamo imparato a lavorare insieme» gli fa eco Lucio Trevisan, primo cittadino di Cinto Euganeo, in sella dal 2009. «Dobbiamo lavorare con calma e andare molto cauti, perché in un processo come questo si toccano tante piccole sensibilità che, quando è il momento di tirare le somme, così piccole non sono». Baone e Cinto, tra l’altro, andranno al voto per il rinnovo delle cariche amministrative nel 2019: questo significa che la valutazione oggettiva degli aspetti positivi e negativi di una eventuale fusione a quattro, tramite lo strumento dello studio di fattibilità, sarà lasciata in eredità alle future amministrazioni. Sicuramente un segnale di lungimiranza. «È giusto che sia il Comune di Este a fare da catalizzatore» conclude il sindaco cinzio, «visto che è la cittadina attorno alla quale noi tutti gravitiamo da sempre».

«Vivo davvero male l’impossibilità di “catturare” bandi e finanziamenti che quotidianamente mi passano davanti agli occhi» racconta il sindaco di Lozzo Atestino Fabio Ruffin, rieletto per un secondo mandato lo scorso anno. «Durante l’alluvione del 2014 mi sono accorto di quanto fosse solo e inascoltato un piccolo Comune come il nostro». Ruffin in passato aveva cercato di avviare una fusione a tre con Cinto e Vo’, ma l’amministrazione vadense di Vanessa Trevisan ha declinato a più riprese. Alla conferenza stampa di martedì mattina erano presenti anche i consiglieri di opposizione di Baone Emiliano Magarotto e Paolo Bottaro, ma tutte le minoranze consiliari dei quattro Comuni sono al momento favorevoli all’idea di un nuovo processo aggregativo, che porterebbe nelle casse del super Comune circa 30 milioni di trasferimenti statali in 10 anni.

Il presidente della Commissione paritetica Roberto Trevisan si complimenta «per la maturità politica mostrata dai sindaci. Ora il nostro compito sarà spiegare ai cittadini i benefici, non solo economici, del progetto». «Le peculiarità di ciascuna delle quattro realtà del territorio, se combinate, possono fare da volano turistico» pregusta l’assessore atestino al Turismo Sergio Gobbo. «La fusione non risponde solo a un’esigenza di reperimento di risorse, ma anche alla richiesta di servizi da parte dei cittadini» sottolinea il vicesindaco Aurelio Puato. «È un’opportunità per affrontare con lungimiranza le sfide del futuro in termini di sviluppo economico e sociale del territorio, ma anche di peso politico e amministrativo. Un progetto di fusione da portare avanti senza fretta, libero da scadenze burocratiche o di mandato». Una scadenza in realtà, già c’è: stando alla delibera di Giunta regionale che ha concesso il finanziamento per lo studio di fattibilità, i quattro Consiglio comunali dovranno esprimersi a favore o meno dell’avvio del progetto entro il prossimo 31 ottobre.

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