POLITICA – Programmi Elezioni 2013: MoVimento 5 Stelle, tra ecologismo e antipartitocrazia

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Adesso è ufficiale: le elezioni politiche e regionali italiane si svolgeranno il 24 e il 25 febbraio 2013. In vista della chiamata alle urne, abbiamo deciso di proporvi ogni settimana il programma di uno dei partiti candidati a guidare il Paese per i prossimi cinque anni. Pensiamo che una panoramica di questo tipo possa essere molto utile, vista la grande quantità di elettori indecisi o semplicemente stufi delle promesse non mantenute dai politici: molti aventi diritto al voto infatti non conoscono le idee e i programmi dei partiti (per pigrizia o disinteresse), altri non ne vogliono proprio più sapere della politica. Un’astensione “informata” (ovvero conoscere chi e che cosa offre senza però rispecchiarsi in nessuna di queste proposte) ha sicuramente più valore di un’astensione “menefreghista”.

Nella prima puntata di questa rubrica vi presentiamo un partito che si autodefinisce “libera associazione di cittadini”. Stiamo parlando del MoVimento 5 Stelle, fondato nel 2009 dal comico Beppe Grillo e dall’imprenditore Gianroberto Casaleggio. Le cinque stelle del nome (e del logo) rappresentano le tematiche relative a: acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività, e ambiente. Molto profonda è infatti l’impronta ecologica, come dimostrato dal grande spazio assegnato all’energia all’interno del programma.

Nel MoVimento 5 Stelle confluiscono temi di derivazione ecologista e antipartitocratica, promuovendo la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica tramite forme di democrazia digitale. Dal punto di vista economico, abbraccia le teorie della decrescita sostenendo la creazione di posti di lavoro “verdi” e il rifiuto di progetti inquinanti e costosi, tra cui gli inceneritori e molte “grandi opere”, mirando nel complesso a una migliore qualità della vita e a una maggiore giustizia sociale. Propone dunque l’adozione su vasta scala di progetti di risparmio energetico, di eliminazione dei rifiuti urbani, di mobilità sostenibile, di protezione del territorio dalla cementificazione, di telelavoro, di informatizzazione.

Chi è il candidato premier del M5S? Secondo Beppe Grillo, fondatore del partito, Non c’è un leader. Il leader è il MoVimento 5 Stelle. Il MoVimento sino ad ora ha sempre chiarito che avrà un portavoce e non un candidato premier.

Per chi volesse dare un’occhiata più approfondita al programma del MoVimento 5 Stelle, questo è il link: http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

Stato e cittadini

L’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente. Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito. La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.

• Abolizione delle province

• Abolizione dei rimborsi elettorali

• Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti

• Abolizione del Lodo Alfano (obiettivo raggiunto)

• Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico

• Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica

• Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo

• Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato

• Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali

• Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)

• Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati

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Economia

• Introduzione della class action

• Abolizione delle scatole cinesi in Borsa

• Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate

• Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate

• Abolizione della legge Biagi

• Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno

• Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale

• Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite

• Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati

• Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)

• Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato

• Abolizione delle stock option

• Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato

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Trasporti

• Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane

• Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana

• Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette

• Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane

• Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo

• Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti

• Blocco immediato del Ponte sullo Stretto (obiettivo raggiunto)

• Blocco immediato della Tav in Val di Susa

• Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane

• Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo

• Copertura dell’intero Paese con la banda larga

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Istruzione

• Abolizione della legge Gelmini

• Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti

• Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale

• Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo

• Abolizione del valore legale dei titoli di studio

• Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica

• Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti

• Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza)

• Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie

• Investimenti nella ricerca universitaria

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Salute

 L’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi.

Gratuità delle cure ed equità di accesso

• Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito

• Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali

• Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità

Farmaci

• Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione

• Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come avviene ad esempio in Gran Bretagna)

Informazione

• Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici

• Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice

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Medici

• Proibire gli incentivi economici agli informatori “scientifici” sulle vendite dei farmaci

• Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di Operare nel privato

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Organizzazione

• Liste di attesa pubbliche e online

• Istituzione di centri unici di prenotazione online

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Ricerca

• Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica

• Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare

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Informazione

L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.

Le proposte:

• Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano

• Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche

• Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%

• Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni

• Abolizione della legge del governo D’Alema che richiede un contributo dell’uno per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisive

• Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%

• Abolizione dell’Ordine dei giornalisti

• Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale

• Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi-fi (obiettivo raggiunto)

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Energia

Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici

si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato

calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano. Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano,  al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti,una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi  nei seguenti punti:

• Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici

• Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti

• Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti

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Giacomo Visentin