Piva (Pd): «Questa Este in Fiore non ci piace»

Duro affondo dell'ex sindaco contro l'edizione 2017. «Tempo due anni e la kermesse morirà per diventare una fiera di campagna dove i vivaisti di qualità non verranno più»

1197

ESTE. “Este in fiore” è appena cominciata, ma già scoppiano le prime polemiche. È una sonora bocciatura quella che arriva in particolare da Giancarlo Piva, capogruppo del Pd in Consiglio comunale. «Squallida questa edizione della manifestazione che Gallana ha deciso di appaltare ai privati. Brutta Piazza Maggiore con quel gigantesco igloo bianco che richiama la pista del ghiaccio piuttosto che una festa dei fiori. Un baraccone da sagra dove mancano solo il ballo liscio e lo stand gastronomico» tuona l’ex sindaco atestino.

L’affondo è duro. «Ma ve le ricordate le piazze delle passate edizioni con le infiorate, con le piante che creavano dei giardini immaginari che la gente veniva ad ammirare e fotografare dai balconi del Comune, dove giravano foto in tutti i social che facevano risaltare insieme la bellezza del fiore e la bellezza della città? Questo allestimento è veramente brutto: è quello che pensano anche tanti commercianti del centro, ma hanno paura a dirlo perché temono le ritorsioni che l’Amministrazione sa mettere in atto contro chi parla fuori dal coro, come sta facendo con i dipendenti “cattivi”». Le note dolenti, per Piva, sono anche altre. «Cosa c’entrano nel Castello espositori come un centro odontoiatrico, un’agenzia di fornitura di gas e luce, una rivendita di veicoli commerciali e industriali, un rivenditore di alimenti per cani e gatti? Questo è solo l’effetto di aver appaltato ai privati, che devono fare cassa sulla festa dei fiori più bella del Veneto. Tempo due anni e la kermesse morirà per diventare una fiera di campagna dove i vivaisti di qualità non verranno più».

Inoltre, secondo l’ex sindaco, «i pubblici esercizi e i bar del nostro centro storico si sono visti obbligati a pagare l’occupazione del suolo pubblico per i loro tavolini non più al Comune, ma al privato, che ha avuto la concessione totale di tutto il suolo pubblico nelle giornate di “Este in Fiore”. Quindi, se un commerciante fisso voleva occupare del plateatico non si è trovato a pagare la normale concessione al comune, ma una tariffa ben più alta al privato, che ha trattato i nostri commercianti e i nostri bar come qualsiasi altro espositore». Quanto al libero accesso all’area del Castello, Piva non ha dubbi: «Se l’ingresso è per una festa di questo livello, allora non poteva che essere gratuito. È la qualità che si paga, non la banalità».

Salva Articolo

Lascia un commento