Pfas, la Regione fissa i nuovi limiti: «Sono i più restrittivi al mondo»

Dopo le polemiche con il Ministero della Salute, il Veneto si muove da solo. L'assessore Coletto: gli screening sul sangue potrebbero essere estesi

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VENEZIA. Sui Pfas nell’acqua potabile il Veneto ha deciso di applicare le soglie più drastiche esistenti al mondo. A dirlo lunedì mattina il presidente della Regione Luca Zaia affiancato dagli assessori Gianpaolo Bottacin (Ambiente) e Luca Coletto (Sanità) e dal direttore generale di Arpav Nicola Dell’Acqua. I nuovi limiti-obiettivo indicano per tutto il territorio veneto, come limite guida tendenziale, 90 nanogrammi per litro, intesi come somma di Pfoa e Pfos, considerando il limite di 30 nanogrammi per litro come concentrazione massima di Pfos. Nei Comuni più colpiti, quelli compresi nella cosiddetta “zona rossa” (tra cui Montagnana), viene fissato un valore per i Pfoa che non superi i 40 nanogrammi per litro. Per il principio di precauzione viene anche abbassata a 300 nanogrammi per litro la somma degli altri Pfas “a catena corta” (quindi ad esclusione di Pfos e Pfoa), anche se ancora nessun Paese al mondo ha posto questo limite specifico. I precedenti valori-obiettivo in Italia erano di 30 nanogrammi per litro per il Pfos, 500 per il Pfoa e 500 per altri Pfas.

«Imponiamo un filtraggio dell’acqua molto aggressivo – ha detto Zaia – che i Consorzi Acquedottistici dovranno applicare. Sono tutte strutture pubbliche e per questo stanzieremo i fondi necessari per coprire i costi, che calcoliamo in circa un milione di euro all’anno per installare i nuovi filtri e sostituirli quando sarà necessario. Soldi pubblici, che naturalmente chiederemo indietro a chi verrà condannato per l’inquinamento, secondo il principio del chi inquina paga». La decisione giunge dopo le polemiche che hanno tenuto banco negli ultimi giorni, con lo scontro tra lo stesso governatore e il ministro della Salute Lorenzin. La Regione aveva chiesto a Roma di fissare parametri nazionali per le concentrazioni di Pfas nell’acqua, ottenendo risposta negativa. Da qui il reciproco scambio di stilettate che ha poi portato Zaia alla scelta di muoversi autonomamente. Sabato Lorenzin aveva comunque annunciato che a dicembre dovrebbe essere approvata una direttiva Ue per disciplinare la materia.

«Saremo l’unica Regione della penisola, tra delle varie coinvolte checché ne dicano i ministeri, ad avere suoi limiti volti alla difesa della salute dei suoi cittadini – attacca il presidente veneto -. I limiti più stretti del mondo: più di quelli, nazionali, della Germania, della Svezia, e di quelli del New Jersey». Per quanto riguarda invece gli screening sul sangue, l’assessore Coletto ha assicurato che «proseguono regolarmente» e che «seguendo un principio di gradualità del rischio potrebbero essere allargati anche alla zona contermine a quella rossa, alle persone in età pediatrica e agli anziani per un totale di esaminati di circa 350 mila persone».

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Davide Permunian
Vicentino di nascita, atestino di adozione. Classe 1993, scrivo regolarmente da quando ho 11 anni e ho collaborato a diversi progetti giornalistici. Appassionato di politica, sport, paesaggi e romanzi gialli. Mi piace scoprire nuove storie e raccontarle, portando alla luce le tante sfumature della realtà.

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