Pernumia, il consigliere regionale Ruzzante (Pd): “Bonificare la fabbrica dei veleni”

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(Foto di redazione)
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Continua a tenere banco il caso dell’ex C&C, la cosiddetta “fabbrica dei veleni” situata al confine tra i comuni di Pernumia e Battaglia Terme, dove da anni migliaia di tonnellate di rifiuti tossici attendono di essere smaltite. L’ultimo a intervenire è il consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante, che chiede ufficialmente a Zaia di stanziare la somma necessaria per eseguire le operazioni di bonifica.

“L’area è sotto sequestro da oltre 10 anni, a seguito dell’apertura di un’inchiesta giudiziaria sul traffico illegale di rifiuti tossici. Eppure non si è ancora concretamente provveduto alla bonifica del capannone e della zona esterna, occupata da una notevole quantità di rifiuti nocivi” denuncia Ruzzante. “I rischi sanitari e i pericoli ambientali per la popolazione, in particolare per gli abitanti del Comune di Pernumia e per i residenti nei Comuni limitrofi di Battaglia Terme e Due Carrare, sono costanti, visto che la gran parte dei rifiuti tossico-nocivi risulta tuttora esposta agli agenti atmosferici.”

Il consigliere democratico ricorda come la Regione abbia inserito la zona nel Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate già nel 2009, con una spesa prevista di 12 milioni di euro. Finora, però, gli euro messi a disposizione sarebbero stati solo 500 mila, cifra ottenuta “grazie ad un emendamento presentato dalle opposizioni.” Ruzzante cita anche l’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata padovana ex M5S e ora Pd Gessica Rostellato, e l’impegno del Comitato Popolare “SOS C&C”, che nel giugno scorso ha portato il caso davanti all’Unione Europea.

Sempre a giugno Hera Ambiente ha vinto la gara per l’affidamento del servizio di smaltimento del contenuto del deposito abusivo di rifiuti. Se tutto andrà bene, a settembre dovrebbe iniziare la rimozione di almeno 1.400 tonnellate di rifiuti pericolosi, notizia che il sindaco di Pernumia Luciano Simonetto ha definito “un primo passo.” Ma Ruzzante tiene alta la guardia: “Non c’è dubbio che la struttura presente nel sito sia da considerarsi vulnerabile ed esposta a tutta una serie di rischi: incendi, eventi sismici ed alluvioni. Le minacce di disastro ambientale sono dunque concrete: Zaia dica se e quando ha intenzione di stanziare le somme necessarie alla bonifica, per evitare questo stato di reale pericolo per le popolazioni e l’ambiente.”

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