Pericolo fascismo, Mortandello limita l’autorizzazione ai banchetti elettorali

Opposizioni e sindaci dei Comuni limitrofi scettici sulla disposizione antifascista del sindaco. Per il consigliere regionale Azzalin (Pd) «vietare gli spazi è una scelta legittima»

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MONTEGROTTO TERME. Ha fatto e sta facendo discutere la scelta del sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello di inserire nel modulo per l’autorizzazione ai banchetti elettorali la dodicesima disposizione transitoria della Costituzione, che dispone il divieto «di riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Una scelta, afferma Mortandello, che ambisce a «far argine contro le preoccupanti derive di stampo totalitarista a cui ogni giorno assistiamo e deve essere fatta rispettare in ogni sede e in ogni luogo». Argine contro il dilagare di movimenti dichiaratamente fascisti, che anche a Montegrotto Terme starebbero acquisendo consenso: «Esiste un nuovo fascismo che, nascondendosi sotto pseudo-associazioni, fa leva sui noti disagi che esistono».

La decisione di Mortandello ha aperto l’ennesimo dibattito nel territorio termale. Critici i rappresentanti della destra, che al loro interno vedono movimenti di ispirazione fascista come Forza Nuova, recentemente entrata a far parte della maxi coalizione che riunisce la destra locale. «Esprimiamo il nostro disappunto verso le dichiarazioni del sindaco sul pericolo di fascismi alle Terme» ha detto Boschieri. «Fascismo che, ricordiamo innanzitutto significare il voler impedire ad altri di manifestare pacificamente le proprie idee, diritto tutelato dalla Costituzione tanto sbandierata da Mortandello». «Il vero fascismo» ha affermato il consigliere di opposizione «è di chi è politicamente vicino al sindaco e si definisce antifascista». «Ormai è evidente come, sia a livello nazionale, sia a livello locale, si cerchi di spostare l’attenzione su problemi surreali e inesistenti, per celare mancanza di idee e incapacità amministrativa», pertanto «ci associamo alla richiesta di dimissioni del sindaco avanzata dal segretario locale di Fratelli d’Italia Daniele Roncolato».

«Noi del pericolo di rigurgiti fascisti non ce ne siamo accorti» affermano invece i rappresentanti di Impegno per Montegrotto, chiedendo anche nuovi ragguagli che fanno seguito a quelli sulle dichiarazioni di «una presenza di stampo mafioso» sul territorio. Scettici anche alcuni sindaci dei Comuni limitrofi. Tra questi il sindaco di Abano Federico Barbierato, che ha dichiarato al “Mattino di Padova”: «Io sono più preoccupato che gli amministratori siano competenti». Equilibrio precario, quello in cui si muove Barbierato, fra il suo ruolo istituzionale e la posizione, scomoda in questo frangente, di vedere la sorella Francesca candidata al Senato con Forza Nuova. Veduta simile anche per Moreno Valdisolo, sindaco di Teolo: «Più che di una deriva fascista, in questo periodo vedo una deriva da tutte le parti». Non percepisce alcun pericolo concreto invece Filippo Legnaro, sindaco di Torreglia: «Non ho segnalazioni di gruppi neo-fascisti a Torreglia», ha affermato sempre al “Mattino” il primo cittadino.

Opinione opposta per il primo cittadino di Battaglia Massimo Momolo: «Il sentore che ci sia qualche nostalgico che vuole ricostruire il movimento fascista lo percepisco». A Momolo fa eco anche il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin: «Non si tratta di piccoli rigurgiti fascisti e i rappresentanti istituzionali sbagliano a minimizzare. È pericoloso». «Non accorgersi che episodi di squadrismo e razzismo, spesso con tanto di rivendicazioni orgogliose, sono in aumento è miope e preoccupante. La scelta del sindaco Mortandello mi sembra più che legittima» ha continuato Azzalin, concludendo: «È un controsenso dichiararsi fascisti e poi partecipare a libere elezioni».

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