Perché in Palestina si combatte ancora

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Accendere la televisione, aprire un giornale qualsiasi e lasciare scorrere sotto ai nostri occhi immagini di conflitti e di sofferenza, senza che queste ci colpiscano o ci invitino a interrogarci: non è forse l’indifferenza il rischio più grande del mondo globalizzato?
I fuochi lungo la striscia di Gaza si sono riaccesi all’incirca a metà giugno di quest’anno, allarmando tutte le maggiori potenze europee e non, ONU incluso, e richiamando l’attenzione di giornalisti e fotoreporter. L’operazione è cominciata dal cielo e poi, dal 17 luglio, è proseguita con l’invasione terrestre e ha causato più di un migliaio di vittime tra i palestinesi, in gran parte civili, alcune decine sul lato israeliano.
Bambini palestinesi indicano dei segni di attacco in una strada di Gaza City vicino alla casa del leader di Hamas, dove due missili israeliani hanno recentemente colpito una macchina. (fonte: http://www.huffingtonpost.it/2014/07/15/gaza-scontri-190-morti-reportage-sophia-jones_n_5588270.html)
Ma quali sono le cause dell’ostilità tra Israele e Palestina?
La questione palestinese sorse alla fine della seconda guerra mondiale, quando si sentì la necessità di assegnare un territorio agli ebrei dispersi nei vari Paesi. A tal proposito, l’ONU stabilì che si sarebbero dovuti formare in Palestina (regione che venti secoli prima era stata la loro terra d’origine) due Stati, uno arabo e uno ebraico. Tuttavia la proclamazione dello Stato d’Israele, nel 1948, innescò un conflitto con i Paesi arabi circostanti che portò all’esilio di quasi un milione di palestinesi e alla nascita dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina).
Il “casus belli” di questi nuovi scontri è stato il rapimento e l’uccisione di tre studenti israeliani, da parte probabilmente di una tribù palestinese, a cui dei nazionalisti israeliani hanno risposto bruciando vivo un 16enne palestinese.
http://www.donnamoderna.com/attualita/tra-israele-e-palestina-e-guerra-infinita
Chi sono i protagonisti di questa guerra?
Il governo israeliano, presieduto da Benjamin Netanyahu, mentre dal lato palestinese la fazione di Hamas, movimento politico di ispirazione estremista islamica, vittorioso alle elezioni del 2006, che controlla di fatto da tale data la striscia di Gaza e che non riconosce lo Stato di Israele.

Cos’è la striscia di Gaza?
Si tratta di una piccola zona lungo la costa del Mediterraneo tra l’Egitto ed Israele, occupata nel 1967 da Israele e ancora sotto il suo formale controllo, ma rivendicata da Hamas e quindi al centro della rivalità tra i due popoli.

Qual è la posizione della comunità internazionale?
Nonostante i numerosi tentativi di mediazione dei decenni scorsi da parte degli Stati Uniti (si vedano le conferenze di pace tenute a Camp David e a Oslo), la pace è durata per periodi di tempo molto limitati e alla scomparsa di personalità come Rabin e Arafat la distanza tra i due popoli non ha fatto che accentuarsi. Attualmente, sia gli USA sia l’UE appaiono deboli e non in grado di intervenire concretamente, se non attraverso ripetuti inviti alla tregua da parte del Segretario dell’ONU Ban Ki-Moon e quello americano John Kerry, che rimangono però inascoltati.
http://www.youthunitedpress.com/risoluzione-onu-palestina-stato-osservatore/

Valeria Ferraretto

Fonti foto: http://www.huffingtonpost.it/2014/07/15/gaza-scontri-190-morti-reportage-sophia-jones_n_5588270.html, http://www.donnamoderna.com/attualita/tra-israele-e-palestina-e-guerra-infinita, http://www.youthunitedpress.com/risoluzione-onu-palestina-stato-osservatore/