Ospedaletto Euganeo, l’assessore Parolo: “Per la fusione tempi non ancora maturi”

423

fusioneSì alla fusione, ma non nel 2016. Questa, in estrema sintesi, la posizione dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ospedaletto Euganeo, Stefano Parolo. “E’ l’unica possibilità che abbiamo per poter continuare a garantire in futuro un livello di servizi accettabile ai nostri cittadini, ma in questo momento i tempi non sono maturi” afferma l’amministratore il quale, alle attuali condizioni, sembra intenzionato a non esprimere un voto favorevole all’indizione del referendum. Una defezione che, se dovesse essere confermata, impedirebbe alla maggioranza di approvare la delibera, affossando, almeno per il momento, il progetto.

Uno dei nodi cruciali è rappresentato da Sesa. “Non mi basta un protocollo d’intesa. Regione, Provincia e i due Comuni devono firmare con l’azienda un atto d’obbligo, dunque vincolante, in cui si dica con chiarezza che né la discarica né l’impianto di compostaggio si amplieranno verso Ospedaletto.” Il secondo problema, per Parolo, va ricercato in quel “percorso condiviso con la cittadinanza” che sarebbe invece mancato: “Ci eravamo proposti di camminare a fianco delle persone, cercando di far capire a tutti vantaggi e svantaggi del progetto e avviando la gestione associata di alcuni servizi. Ora come ora, il ritardo è a mio modo di vedere incolmabile. Non si può recuperare in pochi mesi quello che non è stato fatto in quattro anni.” C’è, poi, un’altra questione: quella del nome del nuovo super Comune, che secondo la relazione depositata da un’apposita commissione di storici ed esperti locali dovrebbe rimanere semplicemente Este, senza nessun riferimento a Ospedaletto. “Lo trovo un grave errore. Un’eventuale fusione deve avvenire nel rispetto di entrambe le comunità, anche dell’identità di quella più piccola.”

Con il voto contrario di Parolo, a meno di sorprese dell’ultima ora, a Ospedaletto la delibera non passerà. A quel punto la Regione “potrebbe in linea teorica decidere di indire comunque il referendum” ma, spiega l’assessore, si “rischierebbe di dare ai cittadini l’idea di un provvedimento calato dall’alto”, spianando quindi la strada alla vittoria del no.  “La mia decisione è stata molto sofferta e ponderata. Quello della fusione è un buon progetto, ma per realizzarlo bisogna prima preparare il terreno e questo sarà il compito dei prossimi amministratori dei nostri Comuni. Oggi non siamo ancora pronti.”

Salva Articolo

Lascia un commento