Nomine Sesa, le reazioni delle opposizioni: «Tutto cambia perché nulla cambi»

Minoranze all'attacco: «Renesto, quali competenze?». Pd e Civiche d'Este: «Preoccupante l'assenza di Mandato nel cda». Este Sicura: «Copione scritto». L'altra Este: «Vera e propria spartizione a tavolino»

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ESTE. L’ufficializzazione delle nuove nomine del consiglio di amministrazione di Sesa è di poche ore fa, ma le reazioni delle minoranze politiche non sono tardate ad arrivare.

«È chiaro che il problema del sindaco non era quello più volte accampato delle competenze, ma quello di dare soddisfazione a qualche suo galoppino» attacca in una nota il Partito Democratico, sottolineando il disinteresse dell’Amministrazione per i curricula pervenuti da «ex direttori di enti regionali che si occupano di ambiente o di ciclo integrato dell’acqua e imprenditori atestini che hanno un’attività all’estero e relazioni con aziende multinazionali». Particolarmente indigesta la nomina a presidente di Leonardo Renesto, che fu uomo delle Civiche d’Este e assessore alle Attività Produttive durante il secondo mandato di Giancarlo Piva, prima di appoggiare la causa di Roberta Gallana: «Eclatante che chi ha vigliaccamente tradito la sua storia e i suoi amici venga ora ripagato del suo tradimento, non certo per meriti acquisiti sul campo».

Le “Civiche d’Este”, rappresentate in Consiglio dall’ex vicesindaco Stefano Agujari Stoppa e da Alberto Fornasiero, pongono l’attenzione sulle nomine del socio privato: «Dopo oltre vent’anni esce dal cda l’ingegner Angelo Mandato, anima dell’azienda e da sempre suo perno. Un’assenza che fa riflettere». Preoccupazione condivisa anche dal Pd: «Speriamo sia data continuità al piano industriale presentato poco più di un anno fa in Consiglio comunale, l’unico faro che può dare stabilità e tranquillità a una società che si fa carico di un servizio pubblico essenziale e del destino di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie». “Civiche” che non risparmiano parole di fuoco per il nuovo presidente, lo scorso anno eletto consigliere di maggioranza con il maggior numero di voti, incarico declinato nelle settimane successive al voto: «Ipocrita far passare la rinuncia a un seggio in Consiglio comunale come atto di generosità per concedere spazio a chi deve fare esperienza, quando invece si trattava del calcolo strategico per ricoprire una poltrona più ghiotta».

Non sembra particolarmente sorpreso Carlo Zaramella, leader di “Este Sicura”: «Renesto è uomo della Gallana, della sua lista civica e di “Este Viva”, che così incassa una nuova nomina oltre a quella di Menini. Non capisco tutto questo sdegno per le nomine: era un copione scritto da un anno e mezzo a questa parte, dai tavoli pre-elettorali del centrodestra locale i cui partecipanti, con questo ultimo giro di nomine, sono stati tutti lautamente gratificati. Chi sceglie di nominare ai vertici della più importante azienda in Europa in questo settore una persona come Renesto, compie una scelta ben specifica: ha scelto un politicuccio al soldo del vincente. Poveri i cittadini, che sono stati frodati dalla falsa promessa di una nuova visione. Il re è nudo da tempo, e certo non è uno spettacolo di cui andare fieri».

«Siamo per una scelta di capacità e di buon senso, non di partitocrazia, con i soliti noti che si scambiano le poltrone delle aziende partecipate dagli enti pubblici. Per gestire imprese come Sesa ci vogliono persone di qualità» sottolinea il Movimento 5 Stelle atestino. «In ogni caso, aldilà delle prevedibili operazioni di spartizione, prerogativa essenziale di una certa disgustosa politica, auspichiamo che il nuovo cda convochi al più presto un tavolo istituzionale di confronto tra l’Amministrazione, la parte privata e le rappresentanze politiche di maggioranza e opposizione, in cui vengano illustrate le scelte programmatiche dell’azienda».

“L’altra Este”, lista civica extra-consiliare, si lascia andare a riflessioni gattopardesche: «Tutto cambia perché nulla cambi. Cambiano le facce ma non la politica Sesa: una spartizione vera e propria a tavolino. Aspettiamo ci vengano spiegate per bene le competenze ambientali dei signori nominati. Di certo sappiamo solo che Renesto ha consumato una vendetta in piena regola nei confronti del suo ex sindaco Piva, che aveva licenziato Mario Sandrin a favore di Natalino Furlan, e con lui se n’era dovuto andare anche Renesto, che faceva parte dell’area politica dell’ex presidente. Al di là delle chiacchiere, l’unica cosa che auspichiamo è che Sesa cambi rotta e sia più attenta alla cittadinanza e meno al business».

Sulla questione è intervenuta anche Erika Bertazzo, l’ex assessore alle Politiche Sociali “silurata” ad agosto da Gallana, che sulla propria pagina Facebook si domanda sarcasticamente: «Oggi mi pervade una sensazione di profondo cambiamento. Sarà forse il nuovo che avanza? È forse l’avvicinarsi di una nuova stagione per la città, completamente diversa e innovativa? Sarà forse merito di questi nuovi volti nello scenario politico estense? Avete anche voi questo presentimento, cittadini di Este?».

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