Narduolo (on. Pd): «Sindaco di Montagnana incoerente sulla questione profughi»

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(A sinistra, il sindaco di Montagnana Loredana Borghesan; a destra la deputata del Pd Giulia Narduolo)
(A sinistra, il sindaco di Montagnana Loredana Borghesan; a destra la deputata del Pd Giulia Narduolo)

A Montagnana continua a tener banco la notizia dell’imminente arrivo all’ex Mausoleo di Porta Vicenza di alcune decine di profughi, forse addirittura un centinaio. Allo sfogo su Facebook del sindaco Loredana Borghesan, che ha parlato di «scelta calata dall’alto che porterà gravissimo danno economico e d’immagine», fa seguito la replica della deputata del Partito Democratico Giulia Narduolo, residente a Megliadino San Vitale.

«Le parole del sindaco di Montagnana mi lasciano sconcertata» commenta la 31enne dem, in Parlamento dal 2013. «Il primo cittadino Loredana Borghesan prima diserta le riunioni provinciali con gli altri sindaci per discutere delle modalità di accoglienza dei profughi e poi lancia strali di ogni tipo contro la scelta di destinare un gruppo di migranti in una struttura privata nel territorio comunale di Montagnana. Le sue sono lacrime di coccodrillo: quando aveva l’occasione per intervenire nel dibattito gestionale dell’emergenza ha preferito starsene arroccata nella sua posizione negativa firmando una lettera per dire no a qualsiasi tipo di accoglienza. In mancanza di collaborazione da parte dei sindaci il Prefetto è costretta a fare ricorso a strutture private per gestire gli arrivi nella nostra provincia. Trovo quindi assurdo che il sindaco si scagli contro un’altra rappresentante dello Stato che sta svolgendo il suo incarico» dice la deputata, riferendosi alle lamentele rivolte dalla Borghesan al Prefetto di Padova Patrizia Impresa.

«Se Borghesan avesse sostenuto fin da subito il sistema dell’accoglienza diffusa1 profugo ogni 1.000 abitanti – ora a Montagnana ci sarebbero 10-15 profughi al massimo. L’accoglienza diffusa è un modello già funzionante nell’alto vicentino, dove i sindaci hanno saputo collaborare fattivamente al di là dei diversi colori politici» conclude la Narduolo.

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