Mose, Galan perde la presidenza della commissione cultura. Ma resta deputato

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(Foto: espresso.repubblica.it)
(Foto: espresso.repubblica.it)

Giancarlo Galan non è più alla guida della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati. L’ex governatore del Veneto, coinvolto nella vicenda Mose e costretto agli arresti domiciliari dopo il patteggiamento a due anni e dieci mesi (con due milioni e 600 mila euro di multa), è stato sostituito dalla maggioranza nell’ambito di un rimpasto generale di presidenti e vice delle Commissioni di Montecitorio. A prendere il suo posto ora sarà Flavia Piccoli Nardelli (Pd).

Nei mesi scorsi, mentre gli inquirenti portavano alla luce la tangentopoli veneta, Galan aveva ricevuto pressioni da più parti affinché rassegnasse le dimissioni. Un passo indietro che, però, non è mai arrivato. La maggioranza, allora, ha optato per la rimozione, scelta possibile, da regolamento, dopo due anni. Assieme all’ex Doge perdono le loro poltrone tutti i parlamentari di Forza Italia che ricoprivano l’incarico di presidenti o vicepresidenti delle commissioni, come conseguenza del passaggio di Berlusconi all’opposizione. Fuori dai giochi anche i Cinque Stelle, che mantengono solo Alfonso Bonafede, vice in commissione Giustizia.

La mancata riconferma di Galan, che per il momento mantiene comunque il suo seggio da deputato, raccoglie il plauso di Gessica Rostellato, secondo cui si tratta di “un atto di giustizia dovuto a tutti i cittadini.” La parlamentare padovana, ex M5S, ora Pd, non ha dubbi: “Finalmente abbiamo potuto ridare dignità all’ufficio di Presidenza della commissione Cultura. Una persona che non ha avuto il buonsenso di dimettersi nonostante tutto quello che è accaduto non poteva continuare ad avere quella carica.”

 

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