Montagnana, mozione sui Pfas: «Se serve pronti alla disobbedienza civile»

Il documento impegna l'Amministrazione a chiedere un cronoprogramma dettagliato delle opere idrauliche necessarie per rifornire la città murata con fonti pulite: sarà discusso stasera in Consiglio comunale. Il sindaco Borghesan: la politica si prenda la responsabilità di risolvere il problema

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MONTAGNANA. Sarà presentata lunedì sera in Consiglio comunale una mozione della maggioranza sul tema Pfas che impegna l’Amministrazione a fare una serie di richieste ben precise alle istituzioni e ad arrivare, se necessario, alla disobbedienza civile, che potrebbe tradursi nel rifiuto di pagare la tariffa del servizio idrico. «Si tratta di un’azione politica di indirizzo forte e convinta – spiega il sindaco Loredana Borghesan -. Il lavoro che è stato fatto fin qui dall’ amministrazione di Montagnana nel partecipare a tutti i tavoli di informazione, approfondimento delle tematiche e di trattativa è stato impegnativo e negli ultimi tempi siamo stati chiamati a prendere decisioni importanti. Il pressing sulle istituzioni da parte dell’opinione pubblica è stato notevole e forse determinante per velocizzare alcuni processi. È indubbio che i risultati e le soluzioni siano a portata di mano anche se saranno opere molto costose. Anche la sperimentazione di nuovi filtri per riportare l’acqua pulita da Pfas è una speranza concreta».

Il primo cittadino, però, ritiene che adesso sia indispensabile fare un passo ulteriore: «Ora è il momento di rivendicare con vigore la nostra posizione dura ma necessaria. A Montagnana la disobbedienza civile sarà un atto estremo, ma a questo punto utile per far valere, trasversalmente come Amministrazione ma anche come Consiglio comunale la nostra voce. La politica – chiude Borghesan – si prenda la responsabilità di risolvere il problema, di dare tempi certi, di perseguire i responsabili di questo scempio ambientale. E chi ha competenza per farlo indaghi e punisca i colpevoli». In sintesi, la mozione impegna l’Amministrazione a chiedere al ministero, alla Regione e ai gestori del servizio idrico di fornire un cronoprogramma dettagliato delle varie fasi relative al finanziamento, alla progettazione, all’approvazione e alla realizzazione degli interventi che serviranno per raggiungere l’obiettivo “Pfas zero”. Il primo di questi prevede la realizzazione di un nuovo collegamento tra Casale di Scodosia e Montagnana, con approvvigionamento dalla centrale di potabilizzazione di Piacenza d’Adige e la realizzazione di un nuovo serbatoio nella città murata.

In caso di approvazione del documento, la Giunta sarà chiamata poi a rivolgersi al presidente del Consiglio e al Governo per ottenere procedure semplificate in deroga alle regole vigenti in materia di contratti pubblici, «stante l’urgenza di salvaguardare la salute pubblica». In caso di mancato rispetto delle tempistiche per quanto riguarda le opere idrauliche necessarie per Montagnana, il Comune avrà facoltà di promuovere «ogni azione possibile, compresa un’eventuale disobbedienza civile da parte della cittadinanza», fino al rifiuto di pagare la tariffa del servizio idrico. «Il senso di questa azione della maggioranza è di rimettere la centro l’azione istituzionale – sottolinea Borghesan – Le bottiglie d’acqua nelle mense non lo risolvono, quindi per una volta tentiamo un affondo definitivo e trasversale di tutte le forze». Il Consiglio comunale si riunirà in seduta straordinaria per discutere della mozione lunedì sera alle 18,30.

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