Monselice Uno, i gruppi di opposizione: “Danno erariale per un milione di euro”

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(L’immagine virtuale del complesso “Monselice Uno” di via Colombo mai terminato)

Un edificio di oltre 500 metri quadrati destinato al Comune in cambio di una nuova lottizzazione, concessa per un’area destinata a “parco commerciale e interesse comune”. Una vicenda iniziata nel 2003 ma che solo nel 2011 ha visto l’inizio dei lavori, trascinando con sé polemiche e discussioni politiche e conclusasi con l’ennesima beffa a danno della collettività. Terminato il primo stralcio di lavori, e incassata la vendita per la prima parte dell’opera, a fine 2014 la ditta costruttrice ha infatti dichiarato il fallimento, non lasciando alcuna traccia della palazzina spettante di diritto al Comune quale onere di urbanizzazione. Come non bastasse, a fallire assieme all’azienda, la compagnia assicurativa titolare della polizza fideiussoria.

«Un danno erariale del quale bisognerebbe chiedere conto all’amministrazione» tuona Francesco Miazzi di Nuova Monselice, che assieme a Christianne Bergamin attacca la maggioranza per aver gestito con superficialità e negligenza la questione, per la quale più volte era stata richiamata l’attenzione di sindaco e assessore. Gli stessi, continuano Miazzi e Bergamin, che con l’approvazione di una modifica dell’accordo procedurale, avrebbero assecondato l’interesse dell’ente poi fallito, piuttosto che favorire l’incasso materiale ed economico alle casse comunali.

La questione è tornata di stretta attualità in seguito alla richiesta di chiarimenti in Consiglio presentata dagli eletti di minoranza di Pd e Monselice Riparte, con la quale si punta a chieder conto del mancato introito da parte del Comune di Monselice e, nel dettaglio, a sapere quali procedimenti sono in corso per la riscossione di tale debito. Ivis, Corso, Biscaro e Riello chiedono inoltre come sia stato possibile concedere l’agibilità all’edificio, poi venduto dal privato fallito al Centro Veneto Servizi, senza il collaudo definitivo e soprattutto senza il rispetto dell’accordo, in realtà modificato in corso d’opera dalla stessa amministrazione comunale. Un danno che secondo le opposizioni arriva a circa un milione di euro tra oneri mancati, valore previsto per l’immobile e spese legali. Un pugno di mosche insomma per il Comune, che nel frattempo non esprime ulteriori considerazioni, dopo che lo stesso Lunghi aveva affermato di attendere a questo punto i risvolti giudiziari.

Per il Movimento Cinque Stelle, oltre a rappresentare la perpetua e ingiustificata brama di cementificare il territorio di Monselice, la vicenda segna «l’ennesimo fallimento di un’amministrazione più intenta a spalleggiare l’interesse del privato piuttosto che il bene collettivo. La cosa ancor più grave», afferma il portavoce Andrea Bernardini, «è che a fronte di questo episodio che rasenta il ridicolo, gli stessi amministratori continuano imperterriti con questo modus operandi anche su nuove vicende, quali per esempio la nuova area prevista sempre in via Colombo o le aree vicino al nuovo ospedale interessate dalle recenti modifiche in tema di pianificazione del territorio».

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