Monselice, M5S all’attacco sulla piazza di San Bortolo

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(Foto: monseliceitalia.blogspot.com)
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Sono arrivate a Monselice le prime reazioni alla notizia che l’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) avrebbe messo sotto la propria lente di ingrandimento la variante relativa alla sistemazione della piazza di San Bortolo, ritenendola “non giustificata”. A passare all’attacco è il Movimento 5 Stelle locale, che per bocca del consigliere Andrea Bernardini si scaglia contro l’Amministrazione. “Quanto emerso finora è sconcertante, ma è solo la conferma di quanto denunciamo da mesi sia sulla stampa sia con le due interrogazioni fatte in consiglio alle quali sindaco e assessore ai Lavori Pubblici avevano sempre risposto in modo vago e impacciato.”

L’Anac aveva aperto un’indagine lo scorso febbraio in seguito a un esposto anonimo e, a quanto pare, avrebbe rilevato un’infrazione. Bernardini è un fiume in piena. “Il regolamento degli appalti pubblici parla chiaro, ma evidentemente non per chi amministra il nostro Comune: una variante in corso d’opera non può superare un aumento del 15% rispetto al valore iniziale destinato a quell’opera” spiega il giovane pentastellato, che nel caso della piazza di San Bortolo bolla come “discutibili” le modifiche apportate al progetto originario. Tra queste anche “la scelta di sostituire un pavimento piastrellato con una colata di cemento, definendo l’intervento migliorativo e aumentandovi il costo”. Ma i dubbi non finiscono qui: “Ci chiediamo se sia normale che a Monselice una rotonda come quella di San Cosma e 100 metri di pista ciclabile sterrata costino rispettivamente 600.000 e oltre 80.000 euro. Entrambe le opere, peraltro, sono state realizzate con una variante in corso d’opera”.

I grillini invocano lo stop immediato dei cantieri cittadini. “A fronte di una situazione del genere dovrebbero essere congelate tutte le opere pubbliche, in attesa che vengano approfondite le indagini dell’Anac e che sia chiarita la posizione di chi ha acconsentito a questi gravi ‘errori’. Chiederemo poi all’autorità di vigilanza di prendere in esame le oltre dieci opere realizzate da questi amministratori negli ultimi tre anni per cui è stata approvata una variante, opere costate ai cittadini diversi milioni di euro.” Intanto il Comune, per rispondere ai rilievi dell’Anac, sarebbe stato costretto a ricorrere all’assistenza di un avvocato. “E’ inaccettabile che i cittadini di Monselice debbano addirittura pagare le spese legali a causa degli sbagli più o meno grossolani di amministratori inadeguati e sarebbe vergognoso che dovessero farsi carico anche di eventuali sanzioni. Chi ha sbagliato” chiude Bernardini “deve risponderne di persona, anziché scaricare i costi sulla collettività”.

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