Legge di Stabilità 2015: che cos’è e cosa prevede

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Fonte immagine: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/10/16/legge-di-stabilita-2015-la-bozza_0b52e1f0-a03d-41e7-a11b-469d847324b8.html
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La Legge di Stabilità è la legge ordinaria che regola la vita economica del nostro paese per un triennio. In questa legge il Governo ha la facoltà di introdurre innovazioni normative in materia di entrate e di spesa, fissando anche il tetto dell’indebitamento dello Stato.

La manovra finanziaria vale 36 miliardi, di cui quasi la metà arriva dai tagli effettuati dalla Spending Review. Le misure assumono diverse dimensioni, tuttavia l’approvazione del decreto legge è il primo passo verso l’approvazione della Legge dopo l’iter parlamentare, sottoposta anche al controllo dell’UE. La quale, tra l’altro, ha già bacchettato e chiesto chiarimenti al nostro paese, esprimendo perplessità circa il rispetto del Fiscal Compact e dei vincoli di bilancio imposti dai trattati europei.

Per quanto riguarda le misure finanziarie sono stati confermati i 18 miliardi di euro di taglio delle tasse (atti a ridurre il cuneo fiscale, cioè la differenza tra quanto un dipendente costa all’azienda e quanto lo stesso dipendente incassa, nel nostro paese questa differenza è altissima), di cui 9,5 miliardi per il riconfermato bonus IRPEF da 80 euro ai lavoratori in busta paga. Un elemento importante per i datori di lavoro è che non dovranno versare i contributi previdenziali relativi alle retribuzioni dei nuovi assunti a tempo indeterminato per tre anni. Sono stati invece abrogati gli attuali incentivi alle imprese sui contratti agli apprendisti e disoccupati di lunga durata. Molte risorse verranno utilizzate anche per sgravi alle famiglie numerose e per promuovere il “bonus bebè” fino al terzo anno di età e proporzionale al reddito (sembra si sia abbassata la soglia dei 90000 euro di reddito complessivo annuo dei coniugi, giudicata da molti eccessiva) per i bambini nati tra il 2013-2015. A questo si aggiungono 1,5 miliardi per finanziare gliammortizzatori sociali 2015 e 1 miliardo per l’assunzione di precari nella Scuola.

Il TFR (trattamento di fine rapporto) in busta paga è rimasto un discorso aperto fino all’ultimo ma alla fine è stato inserito nella Legge, con 100 milioni di risorse. In questo caso sarà il lavoratore a scegliere se farsi versare o meno l’ammontare del TFR e le banche anticiperanno alle imprese (dopo che queste, a seguito della richiesta del lavoratore, abbiano effettuato una richiesta all’INPS e da questi ricevuto una certificazione con cui recarsi in banca per l’erogazione) le risorse per pagare il TFR. Per quanto riguarda le pensioni, per particolari tipi di assegni il pagamento verrà effettuato il dieci di ogni mese anziché il primo giorno.

Per racimolare risorse atte sostenere questi propositi sono stati toccate anche le Regioni, le quali ieri hanno preso parte all’incontro con il Governo per discutere i tagli previsti dalla Legge di Stabilità che solo nel 2015, per il comparto regionale, pesano per 4 miliardi. Non è mancata l’opposizione di alcuni governatori circa questi tagli, che secondo loro andrebbero a intaccare anche settori delicati come la sanità e vedrebbero, in generale, una diminuzione dei servizi ai cittadini.

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