La proposta: «Autogestione interna negli hub di San Siro e Conetta»

Il sindaco di Agna Gianluca Piva chiede che siano gli stessi migranti a occuparsi della gestione dei due centri di Bagnoli e Cona. «Un modo per ridurre costi, renderli operativi ed evitare situazioni spiacevoli con il personale»

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AGNA. Mercoledì il ministro dell’Interno Marco Minniti ha promesso ai sindaci di Agna, Bagnoli di Sopra e Cona il progressivo svuotamento e la successiva chiusura dei due hub di San Siro e Conetta, in cui sono attualmente ospitati circa 2.000 migranti. Nell’attesa che il piano di svuotamento prenda il via – una data ancora non c’è – il primo cittadino di Agna, Gianluca Piva, lancia una proposta decisamente curiosa: l’autogestione interna dei due maxi-centri di accoglienza.

«Finché queste strutture resteranno attive, perché non organizzarle con un’autogestione interna? Perché i migranti ospitati non possono fare le pulizie, cucinare, rifarsi il letto, pulire un bagno o un pavimento, rasare l’erba del verde esterno o fare altre piccole manutenzioni?» domanda provocatoriamente l’esponente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. «Si forniscono loro le materie prime e gli alimenti e se li cucinano, proprio come avveniva nelle nostre caserme quando c’erano i militari. Sarebbe un modo per ridurre i costi, per renderli operativi e non lasciarli nell’ozio tutto il giorno, e anche per evitare situazioni difficili e spiacevoli con il personale esterno» spiega Piva, riferendosi implicitamente alle denunce per molestie sessuali attribuite a cinque richiedenti asilo e depositate da quattro ragazze che si occupano delle pulizie nell’hub di San Siro.

Per il sindaco agnense la gestione degli aspetti legati alla sicurezza, alla formazione e all’addestramento degli ospiti non rappresenta uno scoglio insormontabile: «Basterebbe risparmiare tutto il denaro che viene speso per la gestione delle strutture». Attualmente i due centri di accoglienza sono gestiti dalla cooperativa padovana Edeco, ex Ecofficina, ma il centro di Bagnoli potrebbe presto passare di mano: lo scorso 15 marzo, all’apertura delle buste per l’aggiudicazione del mega-appalto da 23 milioni e mezzo di euro per la gestione del centro per i prossimi due anni e mezzo, l’offerta di Ecofficina si è piazzata al quarto posto, con 29,85 euro al giorno per migrante (al momento è di 31,90 euro). La decisione definitiva da parte della commissione giudicatrice è stata però rinviata di almeno un paio di settimane, essendo state ritenute “anomale” le tre offerte classificatesi ai primi posti, nell’ordine quelle di Badia Grande (23,32), Senis Hospes e Tre Fontane (23,99) e Terza Azione Sociale (28,79).

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