La mozione sui vaccini non viene discussa, le minoranze abbandonano l’aula

Furibondo il leader del centrodestra Boschieri: «Denunceremo alla Prefettura». Il presidente del Consiglio comunale Signorelli: «Il tema non è di nostra competenza»

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MONTEGROTTO TERME. Opposizioni in escandescenza nel Comune sampietrino. All’inizio del Consiglio comunale di giovedì 22 febbraio, consiglieri del gruppo misto Ilaria Vegro e Michele Tibaldi hanno lasciato l’aula consiliare dopo un breve annuncio. Qualche ora più tardi i consiglieri del centrodestra Alessandro Boschieri, Daiana Diaferio, Susanna Bettio e Veronica Tacchetto hanno bissato il dissenso manifestato il 3 ottobre 2016 in occasione dell’approvazione dello Sprar, abbandonando l’aula e inveendo contro lo stesso. Cosa ha portato a tale condotta?

Il 13 febbraio scorso le consigliere Bettio e Diaferio avevano presentato una mozione consiliare che chiedeva e impegnava «il Governo, e il particolare il Ministero della Salute, a prorogare la scadenza fissata per il 10 marzo 2018, quale termine per presentare prova dell’avvenuta vaccinazione». La volontà, affermavano le due consigliere, è «garantire a tutti i bambini frequentanti i servizi educativi per l’infanzia la continuità di frequenza per l’anno scolastico 2017/2018 senza alcuna interruzione». Mozione che non arriva però alla discussione in Consiglio comunale, cassata dal presidente Renato Signorelli. Ed è da questo rifiuto che nasce la polemica.

«Questa sera Renato Signorelli e Riccardo Mortandello hanno impedito di votare una proposta di deliberazione regolarmente presentata dalle minoranze in ufficio protocollo», afferma Boschieri una volta terminata la seduta. «Si tratta di un problema molto sentito nei cittadini con figli in tenera età e che ha spinto alla presentazione del tema all’organo consiliare per sensibilizzare la problematica». Tuttavia, continua il capogruppo del centrodestra, «il presidente Signorelli ha vietato la trattazione della mozione presentata dalle minoranze, paventando un suo potere discrezionale su ciò che può essere discusso e ciò che non può essere discusso in Consiglio». Un atto evidentemente ritenuto grave e che «sarà oggetto di esposto alla Prefettura e alla Procura della Repubblica».

A stretto giro arrivano le risposte sia dai consiglieri regionali Claudio Sinigaglia e Graziano Azzalin (Pd), sia di Signorelli: «Chiedere la proroga del termine per presentare le certificazioni, oltre che sbagliato, per i cittadini di Montegrotto è inutile, perché tutti i bambini sono in regola» affermano i due esponenti dem. «La mozione non è stata inserita nell’ordine del giorno in quanto tecnicamente tratta un tema al di fuori dell’ambito di competenza dell’amministrazione comunale e quindi del Consiglio», aggiunge Signorelli, che cita gli articoli 9 e 25 del regolamento comunale, i quali definiscono che una mozione deve essere «nell’ambito delle competenze di iniziativa di indirizzo e controllo da parte del Consiglio comunale». Motivazioni che, pare, siano state condivise nella conferenza dei capigruppo, «insieme alla decisione di non inserire la mozione all’ordine del giorno». Conferenza alla quale però «non ha partecipato il capogruppo Boschieri e nemmeno un suo delegato».

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