La Corte d’Appello sconvolge il Consiglio. Businaro escluso annuncia il ricorso

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Tiberio Businaro, sindaco di Carceri, e Maurizio Conte, ex assessore regionale all’ambiente

Dopo l’annuncio shock della corte d’appello di Venezia di ieri arrivano le prime reazioni dei protagonisti. Sei consiglieri regionali di fatto spodestati dai riconteggi, che pur non variando gli equilibri tra maggioranza e minoranza a Palazzo Ferro Fini, scombinano in maniera importante le rappresentanze a livello provinciale. Prima della convocazione d’inaugurazione della legislatura prevista per lunedì prossimo, toccava infatti all’ufficio regionale della Corte d’Appello notificare la proclamazione di presidente e consiglieri eletti, ufficializzando così gli incarichi e risolvendo i vari ricorsi pendenti. Ed è così che la composizione virtuale dell’assemblea viene pesantemente stravolta.

Il caso più paradossale sembra essere quello della provincia di Padova, nella quale con l’esclusione di Businaro e Barison a favore di Conte e Zorzato la maggioranza consiliare viene ribaltata, con 5 rappresentanti della minoranza e solo 4 della maggioranza. All’interno del paradosso, frutto dell’interpretazione di una legge elettorale già tanto discussa, la beffa di un territorio, quello della Bassa Padovana, rimasto del tutto orfano di rappresentanti, nonostante l’interesse e l’importanza suscitati a livello regionale per molteplici questioni. A trarne beneficio in termini di rappresentanza, e quindi rilevanza politica, i comuni a nord della provincia, su tutti San Martino di Lupari, che proprio con il riconteggio godrà ancora di due residenti eletti.

“La Corte non ha applicato le modalità previste da Giunta Regionale e Ministero dell’Interno. Hanno scelto una nuova strada, che disattende e offende il risultato del voto. Chiedetevi perché?”. Così Tiberio Businaro commenta a caldo la notizia dell’esclusione affidandosi alla sua pagina Facebook. “Si fa ricorso! Ci sono già gli illegittimi in parlamento, non ne vogliamo altri a Venezia!” annuncia poi sempre attraverso il social il primo cittadino, terzo per preferenze all’interno della lista Zaia.

Un ricorso che verrà dunque presentato al Tar del Veneto, con l’auspicio che l’interpretazione utilizzata nel calcolo dei resti e l’assegnazione dei seggi possa venir messa in discussione, con possibili ricadute anche su altri membri dei vari schieramenti di tutta la regione.

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