Intervista all'assessore Ruzzon. "Ai giovani dobbiamo dare spazi e buoni esempi. Il difficile? Fare la madre"

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Immagine tratta dal profilo Facebook di Silvia Ruzzon
Immagine tratta dal profilo Facebook di Silvia Ruzzon

Silvia Ruzzon, classe 1964, è l’attuale assessore a servizi sociali, famiglia, associazionismo, politiche giovanili, servizi scolastici, politiche abitative e pari opportunità del Comune di Este, incarico che ricopre sin dai tempi del primo mandato di Giancarlo Piva (quindi dal 2006). Una donna forte, decisa, senza paura e con le idee chiare. Fedelissima del sindaco, ha nelle sue mani la gestione di molti aspetti chiave della realtà atestina. Per questo abbiamo deciso di intervistarla.
– Assessore, ci parli un po’ di lei. Com’è nato l’interesse per la politica?
“Sono sposata con due figlie e lavoro come tecnico di laboratorio presso il Centro Veneto Servizi. La mia prima esperienza in ambito politico l’ho fatta a Cartura, il mio paese di origine, negli anni ’90. All’epoca era appena entrata in vigore la Legge 142, che impediva alle amministrazioni locali di intraprendere progetti senza avere dall’inizio adeguate coperture finanziarie. La Giunta in carica non si dimostrò capace di controllare la situazione e si dimise, avviando una fase di riflessione e cambiamento. Io, che avevo frequentato la scuola socio-politica della Diocesi, decisi di entrare in una lista civica di area centrosinistra. Vincemmo. E così a 27 anni divenni sindaco
– E poi?
“Non riuscii a essere confermata alle successive elezioni. Mi sposai e mi trasferii a Este, dove scelsi di sostenere Piva. Ma da quei cinque anni ho imparato molto”
– Cosa, in particolare?
“Che se vuoi amministrare bene una comunità non devi avere paraocchi. Bisogna saper ascoltare tutti, con pazienza, cercando di mediare tra le diverse esigenze”
– Veniamo a oggi. Che tipo di politiche giovanili sta portando avanti l’amministrazione?
“Il nostro obiettivo principale è dare ai giovani spazi dove possano esprimere sé stessi ed esempi positivi ai quali ispirarsi. Per questo sosteniamo i laboratori teatrali delle scuole e, non senza fatica, abbiamo aperto una sala prove musicale al piano terra dell’ex Zanchi (l’attuale centro Nautilus, ndr). Sempre presso l’ex Zanchi si trovano la Casa delle Arti, dedicata ai ragazzi dai 10 ai 14 anni, e i locali gestiti da Effe Danza, altro importante luogo di aggregazione. Nel corso del primo mandato abbiamo inoltre dato vita al Consiglio comunale dei ragazzi, attraverso il quale i più piccoli si sono cimentati nella realizzazione di alcuni semplici progetti per la città. Purtroppo l’esperienza non è stata rinnovata per ragioni di budget.”
Foto: donnaemadre.wordpress.com
Foto: donnaemadre.wordpress.com

– Di recente nella Bassa si sono verificati casi di suicidio con protagonisti giovani o adolescenti. Esiste un problema di disagio sociale nelle nuove generazioni, secondo lei? Come si può intervenire?
“Senza dubbio esiste. I consiglieri più giovani hanno sollevato il tema in Consiglio, chiedendo di approfondirlo. E’ emerso che i ragazzi sono poco abituati a dialogare e dunque spesso non riescono a esprimere agli adulti le loro difficoltà. Noi vogliamo sfruttare al meglio i servizi già presenti sul territorio, come gli sportelli di ascolto nelle scuole e i servizi dell’Ulss 17, e incoraggiare insegnanti, allenatori ed educatori a comunicare con gli allievi senza giudicarli o condannarli, ma ascoltandoli.”
– Parliamo del Centro Antiviolenza: cosa fa, come funziona e quali risultati ha prodotto?
“A portare il servizio nella Bassa Padovana, scegliendo Este come sede, è stato il Centro Veneto Progetti Donna, che ha vinto un bando del ministero delle Pari Opportunità. Oggi lo sportello “Donne Deste” è dotato di un numero verde attivo 24 ore su 24, si avvale della collaborazione di professionisti e dispone di tre case di fuga che fungono da rifugio in caso di situazioni estreme. Nel primo anno di attività abbiamo avuto un centinaio di richieste d’aiuto e il trend è in aumento. Il 26 settembre si terrà un summit con i presidi delle scuole, il personale dell’Ulss 17 e i rappresentanti delle forze dell’ordine per fare il punto della situazione. Ovviamente curare il morbo non basta: occorre prevenirlo, lavorando sulla cultura del rispetto e della non violenza.”
– La crisi economica ha influito sulle richieste di accesso ai servizi sociali?
“Certamente. I problemi maggiori riguardano il settore abitativo. La gente perde il lavoro e non riesce più a pagare l’affitto. Tra 2012 e 2013 sono state eseguite circa trenta procedure di sfratto a fronte delle due/tre del biennio precedente.”
– Come risponde il Comune a queste persone?
“Nessuno fortunatamente è mai stato costretto a dormire per strada. Abbiamo costruito dei percorsi di sostegno, anche psicologico, dedicati alle famiglie che hanno perso la casa, adoperandoci per trovare loro un alloggio e, in alcuni casi, fornendo un contributo economico ai più bisognosi. Il mio ringraziamento va alle associazioni di volontariato della città, che ci hanno dato un prezioso aiuto nell’affrontare queste situazioni.”
– Lei ha appoggiato e appoggia con forza il premier Renzi. Perché?
“Matteo ha la capacità di diffondere messaggi di speranza e fiducia. Ritengo che stia facendo un buon lavoro. Lobby e burocrazia rendono tutto molto complicato, ma la strada intrapresa è quella giusta.”
– Una battuta per chiudere: è più difficile fare l’assessore o la madre?
“Nessun dubbio: la seconda, soprattutto se si hanno due figlie in età adolescenziale. Ma fare la madre è anche molto bello e stimolante.”
Davide Permunian