Intervista ad Andrea Dalla Valle, neo consigliere atestino dell’Italia dei Valori

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Andrea Dalla Valle, 38 anni, nuovo consigliere IdV di Este
Andrea Dalla Valle, 38 anni, nuovo consigliere IdV di Este

Si chiama Andrea Dalla Valle, ha 38 anni e dal marzo scorso è il nuovo rappresentante dell’Italia dei Valori nel Consiglio comunale di Este. “Ho sempre vissuto qui, sono cresciuto nel quartiere della Salute e ora risiedo a Meggiaro” esordisce. Ingegnere elettronico, lavora in un’azienda della provincia di Padova, in cui si occupa di refrigerazione industriale ed è responsabile dello sviluppo dei sistemi di controllo dei macchinari. Sulla carta, non il classico profilo del politico italiano. Incuriositi, abbiamo deciso di approfondire la sua storia politica personale. “Il mio impegno politico nasce nell’ottobre 2010, alla vigilia delle scorse elezioni comunali, quando insieme ad altre persone ho dato vita al circolo dell’IdV qui a Este, guidato dalla voglia di dare spazio a una formazione politica assente a livello locale, ma da cui mi sentivo e mi sento rappresentato a livello nazionale”.

Le amministrative del 2011 hanno sorriso al partito fondato da Antonio Di Pietro e alleato del Partito Democratico, che è riuscito ad assicurarsi un posto nel Consiglio comunale e l’Assessorato alla Cultura e all’Istruzione nella Giunta Piva, di cui è alleato di maggioranza. La carica di consigliere non è però stata occupata fin dal primo momento dall’intervistato, che ci spiega le dinamiche del suo ingresso nella Sala consiliare: “Risiedo in Consiglio da poco più di un mese in seguito alle dimissioni per motivi personali di Giovanni Guariento, che mi sento di ringraziare per ciò che ha fatto finora. Non mi aspettavo il suo addio, è stato un fulmine a ciel sereno e ho dovuto riorganizzarmi in fretta”. E il lavoro non manca. “Essendo l’unico esponente dell’IdV nel Consiglio, faccio parte di tutte e quattro le commissioni comunali, oltre ad aver aderito alla richiesta di nomina per i comitati dei gemellaggi. Ma è una fatica piacevole, sono orgoglioso di poter aiutare la mia città” racconta soddisfatto.

A proposito di IdV: a livello nazionale che fine ha fatto il partito dipietrista, e perché?Purtroppo siamo passati dall’8% del 2011 all’attuale 0,6%. Sono diversi i fattori che hanno portato a questo calo dei consensi: l’essere stati schiacciati dalla crescita del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle, che riprende molti temi dell’Italia dei Valori sebbene abbia un atteggiamento meno propositivo e costruttivo rispetto a noi; non essere mai riusciti a maturare come partito, rimanendo sempre molto personalistico troppo legato ad Antonio Di Pietro e mal strutturato; gli attacchi mediatici lanciati da alcuni mezzi di comunicazione; e l’essersi alleati con Rivoluzione Civile alle ultime elezioni politiche del 2013, scelta che ci ha impedito di entrare in Parlamento”. Dalla Valle non si rassegna alla sparizione del proprio partito dal panorama politico italiano. “L’anno scorso ho partecipato all’assemblea nazionale del partito, in cui è stato eletto il nuovo segretario, Ignazio Messina, ed è stato presentato il nuovo simbolo. La dirigenza è quindi in una fase di cambiamento e di movimento e sta riprendendo alcune battaglie storiche, come per esempio quelle contro il gioco d’azzardo e i beni confiscati a mafia. La speranza è, chiaramente, che l’Italia dei Valori risalga nei consensi”.

Ricalibrando il focus sull’ambito locale, qual è l’apporto che Andrea Dalla Valle può dare a questo Consiglio comunale?Il mio desiderio è di poter dar voce alle persone tra i 20 e i 40 anni, come ad esempio le giovani coppie che decidono di vivere qui a Este e incontrano le tipiche difficoltà che queste generazioni si trovano a dover affrontare, come la casa, il lavoro, i figli, i servizi sociali” dice. Tra l’altro l’Assessorato alla Cultura e all’Istruzione è in mano all’IdV e all’assessore Eleonora Florio, che ha la volontà di “portare avanti tanti progetti nell’ambito sociale, come testimoniano l’organizzazione del concerto di Fiorella Mannoia e la creazione di uno sportello anti-violenza, un’iniziativa straordinaria: a livello nazionale sono poche le città a poter vantare un servizio del genere. Se dopo un anno dall’apertura già 60 donne si sono rivolte allo sportello, significa che c’era l’esigenza di una realtà di questo tipo”.

Per il consigliere IdV la Giunta comunale sta svolgendo un buon lavoro, soprattutto “in relazione alle forti ristrettezze economiche a cui va incontro il nostro Comune. Nonostante sia bloccata dal Patto di Stabilità, la nostra amministrazione sta riuscendo a realizzare progetti importanti, attivandosi per cercare finanziamenti utili”. Due i temi caldi a cuore del neo esponente dipietrista: la fusione con Ospedaletto Euganeo (“Occorre coinvolgere e spiegare bene alla popolazione i motivi per cui si vuole arrivare a questo”) e la questione legata alla costruzione dell’ospedale unico dell’Ulss17, in quel di Schiavonia: “Bisogna capire quali saranno le destinazioni d’uso dell’attuale ospedale di Este. Personalmente, preferirei rimanesse il presidio medico, riuscendo a ricavare spazi utili per la collettività e a realizzare case popolari. L’importante è che non si voglia speculare su questo”.

Alla new entry della maggioranza chiediamo anche un parere su ciò che potrebbe rilanciare l’economia di Este. Il neo consigliere dimostra di avere subito le idee chiare: “L’amministrazione comunale dovrebbe dare origine a una rete di servizi, in modo che le imprese private possano insediarsi qui, creando posti di lavoro. La nascita di una rete di fibra ottica, in un mondo globalizzato come il nostro, potrebbe essere un valore aggiunto affinché queste aziende decidano di insediarsi nel nostro territorio. Le infrastrutture non solo strade asfaltate, ma anche strade telematiche” chiosa.

In chiusura, arriva un pensiero personale per i giovani, ai quali invita a “non allontanarsi dalla politica, perché politica significa interessarsi delle questioni reali delle vite delle persone. Stiamo vivendo un allontanamento generale dalle questioni politiche, in particolare delle fasce più giovani: è importante che l’interesse sia invece mantenuto, in modo da poter controllare le azioni dei nostri amministratori. Mi fa piacere che ci sia una realtà come Estensione che s’interessa e che partecipa ai Consigli comunali, è un buon esempio per i giovani della nostra comunità”.

Giacomo Visentin