Immigrazione e razzismo: tutte le bugie che ci raccontano

384
Foto: www.articolotre.com
Foto: www.articolotre.com

Siamo arrabbiati. E ne abbiamo tutte le ragioni: viviamo in un Paese meraviglioso ma profondamente malato, che continua a prometterci di cambiare e invece non cambia mai. Abbiamo una valanga di problemi: sprechi di denaro pubblico, raccomandazioni, corruzione, evasione fiscale, mafia, dissesto idrogeologico, imprese che chiudono, lavoratori che vengono licenziati, imprenditori suicidi. I giovani non hanno futuro e, se possono, scappano all’estero. I vecchi restano soli con poche centinaia di euro di pensione, costretti a rubare pacchi di pasta al supermercato. L’Italia, da Nord a Sud, è stanca, depressa, frustrata. E a tutti i guai ecco aggiungersi anche le conseguenze di un fenomeno molto complesso: l’immigrazione.

Siamo invasi dagli stranieri, ci dicono. Gente che delinque, si ubriaca, stupra, rapina, uccide. Musulmani che giungono in massa a colonizzarci, a distruggere le nostre tradizioni, a portare epidemie. Ci rubano il lavoro, si fanno mantenere dallo Stato con i nostri soldi. Quanto c’è di vero? Poco. Gli immigrati nel nostro Paese, regolari e non, sono all’incirca 5,5 milioni, ovvero l’8% della popolazione (meno della Germania, per capirci). Molti, tra l’altro, sono qui di passaggio, e appena possono preferiscono spostarsi in altre nazioni. A livello nazionale negli ultimi anni il numero di reati, rivelano i numeri, non è aumentato in modo apprezzabile. I famosi 35 euro che verrebbero “regalati” ai profughi arrivano dal Fondo europeo per i Rifugiati, istituito dagli accordi internazionali sull’accoglienza. Vengono assegnati a enti o associazioni non profit tramite un bando di gara e in questo modo tornano a circolare nel territorio italiano, proprio grazie ai profughi. L’Italia è inoltre l’unico tra i maggiori Stati Ue a non aver mai adottato un piano di integrazione, e infatti i migranti che si stabiliscono da noi si relazionano, salvo rare eccezioni, solo con i connazionali, favorendo la nascita di comunità chiuse in sé stesse (altro che attacco ai nostri costumi). Infine chi sbarca, soprattutto se proviene da zone considerate a rischio, viene sempre sottoposto a rigidi controlli sanitari.

Ma allora perché, su questo tema, ci capita di credere a tante bugie? I motivi sono principalmente due. Il primo è che quando la politica ha poche idee, il miglior modo per catturare voti è unire l’elettorato contro qualcuno o qualcosa. Si tratta di un meccanismo tutt’altro che nuovo eppure sempre efficace: il capro espiatorio. Identificare un nemico da combattere significa ergersi a (falsi) paladini del popolo e consegnare un bersaglio alla rabbia collettiva, operazione pericolosa ma che farà lievitare i consensi. Il secondo è la pessima qualità di gran parte dell’informazione italiana, che invece di fornire un quadro accurato della realtà contribuisce a diffondere percezioni sbagliate.

E’ innegabile che l’immigrazione presenti delle criticità: è sempre stato così, anche quando i migranti eravamo noi, e le periferie delle grandi città sono purtroppo emblematiche a riguardo. Ma tali criticità non derivano dalla presenza straniera in sé, bensì dalla palese incapacità dello Stato di gestire alcuni fenomeni sociali, culturali ed economici. Forse, prima di abbandonarci ai più beceri sfoghi razzisti, sarebbe il caso di riflettere su questo.

 

 

Salva Articolo

Lascia un commento